I camerieri parigini e le mance

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È brutto sputare nel piatto in cui si mangia, lo so… ed infatti io della cucina francese vini inclusi non ho nulla da ridire, tranne il come viene servita. Premetto che di eccezioni ce ne sono diverse (soprattutto quando si parla di bar o ristoranti non gestiti da parigini…), ma è statisticamente provato che il cameriere parigino è uno s******. Un bastardo dentro. Un frustrato. (Si può dire frustrato in un blog, vero? )

Chi mi conosce sa che il mio pacifico nome mi calza a pennello. Per farmi innervosire o arrabbiare ce ne vuole… eppure i camerieri parigini sono dei veri campioni: ci riescono una volta su due! Sono proprio odiosi, e questo in modo direttamente proporzionale alla chiccoseria del locale. Stitici in sorrisi e in merci,  vengono a prendere l’ordine al tavolo con un entusiasmo che pare tu stia chiedendo loro di sfamarti togliendo il pane di bocca ai loro figli in tempo di carestia. E quando ti portano le cose che hai chiesto… attenzione! Potresti prenderti un bicchiere di birra dritto sui denti se non lo schivi!

Siccome non sono il tipo che spara gratuitamente sulla Croce Rossa, ci tengo a raccontarvi un esempio tra tutti che vi farà appena appena intuire la grandissima gentilezza dei camerieri luteziani.

Qualche tempo fa, entriamo in 3 in un café del centro. Ok lo ammetto, lo scopo della nostra sosta al bar era principalmente fare pipì, è capitato a tutti, no? E siccome sappiamo che i camerieri parigini sono dei simpaticoni, non ci è nemmeno passata per l’anticamera del cervello di andare solo al bagno, ma ci appollaiamo al banco per chiedere 2 caffè, ovvero l’unica cosa che le nostre allora studentesche tasche avrebbero potuto permettersi in un bar di quel quartiere (non importa sapere quale, la scena sarebbe potuta succedere ovunque in centro a Parigi). Avete ragione, ho detto che eravamo in 3 e volevamo 2 caffè,ma la terza ragazza non aveva voglia di prendere nulla, o aveva già preso un caffè, o non so perché ma per farla breve volevamo solo 2 caffè. Il simpaticissimo cameriere senza nemmeno dirci Bonjour ci informa che le consumazioni al bancone non sono permesse (!!!) e ci “invita” a sederci al tavolo. Vabbé, ok,ci sediamo e dopo forse dieci minuti il detto simpatico anzi simpaticissimo amico vestito da pinguino sgualcito si degna di venire a chiederci cosa gradiamo consumare. Alla risposta “2 expresso” [1]  il pingue pinguino risponde indignato “Ma siete in 3 o sbaglio?! Ici tout le monde consomme!” Qui consumano tutti. Io provo a spiegare che la terza ragazza è intollerante a tutte le sostanze vendute in questo bar e che non aveva voglia di niente ma non c’è stato verso, alla fine abbiam dovuto prendere 3 caffè. Ora cari voi che leggete dall’Italia o da un’altra terra in cui 3 caffè al tavolino di un bar hanno ancora un costo ragionevole anche per uno studente fuori sede… ci tengo a precisare che il conto (e trattasi di qualche anno fa…) sfiorava i dieci euro. Ventimilalire per intenderci. Tre caffè. Orribili.

Allora mi dico: tanto vale che me lo gusti bene sto caffè orribile. Chiedo lo zucchero di canna. Alla mia ingenua domanda “Avete lo zucchero di canna per favore?”, Pinguì risponde di no con uno schiocco di labbra alla siciliana… neanche si rivolgesse ad un gatto… No dico, ti stiamo lasciando ventimilalire per tre caffè, potresti anche fingerti dispiaciuto di non potermi accontentare e rivolgerti a me come ad una persona. Non dico di coccolarmi come una cliente, ma almeno rispondere come mamma ti insegnò… ah, ecco… vabbé, come non detto…

E poi per forza che gli italiani nei locali parigini sono quelli che non lasciano mai la mancia! Ma pensate di meritarvela, cari camerieri luteziani??? E in base a cosa? Ma forse ho capito: é tutta una tecnica! Sono così scorbutici apposta, così appena uno ti fa un sorriso o ti risponde bene ti si scalda il cuore e ti viene spontaneo lasciare pò di mancia!

E quanto si lascia di mancia a Parigi? Prima di tutto la mancia (pourboire) in Francia non é obbligatoria ma “à votre bon coeur”, a discrezione. Poi non c’é una regola, come nei paesi dove il servizio non é incluso e si deve lasciare almeno il 10% del conto. Direi che qui é buon uso arrotondare o lasciare un euro o due per consumazioni fino a 20 o 30 euro… secondo la simpatia. Almeno, io faccio così.

L’amico Pinguì quel giorno, state tranquilli, non ne ha visto nemmeno l’ombra!

[1] in francese hanno uno strano rapporto con il numero dei sostantivi italiani che utilizzano, per cui si dice 1 “panini” e 2 “expresso”…  io ci provavo all’inizio a diffondere il Verbo, ma ho lasciato rapidamente perdere…

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Posted on by Irene in Società, Varie

16 Responses to I camerieri parigini e le mance

  1. Angela

    Eheeh lo stereotipo del parigino snob è proprio vero!
    Adesso non mi viene in mente nessuna situazione relativa al bar, ma quando sono scesa dall'autobus e dovevo andare alla fermata della metro, ho fermato un ragazzo giovane per chiedere informazioni. Ho pensato "è giovane, io sono giovane... sarà disponibile più di altri magari" e invece...
    Con il mio inglese schifoso gli ho chiesto dove stava la metro (così come la scrivo 'metro') e mi ha guardato come fossi un'aliena. Così, tanto perchè ne avevo urgente necessità, ho provato ad accentarla in modo diverso e gli ho fatto la stessa domanda con 'metrò' ed ha capito!!! "ah.. oui oui.." e mi ha spiegato la strada. Ora ditemi voi se metro e metrò sono così agli antipodi.
    Poi un'altra volta sono scesa sotto casa a prendere della verdura. Erano le 19.30 e stava chiudendo...
    Non vi dico la faccia che ha fatto perchè lo abbiamo disturbato. A momenti ce le lanciava...

  2. gaia

    Eheh Angela, come ti capisco!! Sono arrivata a Parigi 3 anni fa senza parlare una sola parola di francese...mi sono sentita una perfetta imbecille per circa due settimane, poi ho capito il trucco...imparare a memoria una frase: "parlez vous anglais"? Ed è fatta!Ti rispondono subito!
    Sembra stupido, ma pare si debba chiedere in francese il permesso di parlare in inglese...

  3. Eleonora

    mi fate morire con i vostri commentini, me li leggo tutti fino in fondo e...mi sento a Parigi anche io!

  4. Giuseppe

    Beh, tutto vero anche se non é la norma a Parigi, io ad esempio conosco dei café (che cavolo d'italiano mi tocca usare...)dove prendo un caffé quasi decente per 1 euro ed il tizio che lo serve é quasi simpatico
    Quasi quasi... :-)

  5. patrizia

    sono tornata giorni fa da Parigi ed e bellissima ,ma è vero i camerieri sono proprio scortesi ed anche un pò stronzi non ti fanno sentire per niente a loro agio., da non lasciarci mai mance.Per non parlare della pulizia perfino al Mac Donald's il ragazzo a preso il panino con le mani e l'hamburgher.

  6. Pingback: Parigi XV - zona Commerce

  7. Pingback: La boulangère e la grammatica francese

  8. enza

    Non sono d'accordo, almeno in base alla mia esperienza. Vado a Parigi almeno tre volte l'anno da parecchi anni, per ragioni di lavoro e di famiglia..(parenti stretti che lì risiedono). devo dire che trovo i camerieri francesi piuttosto lenti e/o distratti..ma non mi è mai capitato di incontrarne di scortesi...anzi...spesso ho ricevuto sorrisi e simpatici "ciao!"Ma in quale cafè sei capitata? nessun cameriere, che io sappia, si permette di insistere per far ordinare qualcosa contro la volontà dei clienti..ribadisco però che spesso sono lenti e distratti, questo sì..:-)

  9. andrea

    ciao Enza, pensa che io prendo i treni italiani almeno 4-5 volte l'anno e non ho mai (giuro) avuto un ritardo superiore alla decina di minuti. In Francia invece prendo il tgv un paio di volte ogni 15 giorni e spesso il servizio non é cosi ineccepibile..strano, no? ;)

  10. Pingback: 1000 volte grazie

  11. ALBERTO FAREGNA

    Salve a tutti, io ho consumato una birra al bistro di fronte alla Gare De Lyon e i camerieri erano normali, niente da dire... più volte ho fatto delle consumazioni e non ci sono stati problemi

  12. mic 59

    ciao, trent'anni fa ho lavorato al bistro di fronte alla gare de lyon dove Alberto si è bevuto una birra,non vedevo e non vedo differenze sostanziali con i camerieri di tutto il mondo, sono i francesi in genere che si sentono superiori.

  13. Livia

    Siamo noi che continuiamo a piangerci addosso e a sentirci inferiori!!!!! MA BAAAAASTAAA!!! Ricordiamoci invece che loro fanno" i superiori" perché forse sono complessati??? E hanno paura? Un pochino si è così !! Tutto fumo e niente arrosto"!!! Coma diciamo da buoni italiani!!! ;D

  14. Livia

    Grazie sono contenta di aver conosciuto questo sito!!! Lo avessi scoperto prima mannaggia!!!!;)

  15. Arturo

    Ragazzi, secondo me, lo straniero ovunque vada è fatto leva su di lui perché ignora le abitudini locali ed è inesperto. Un pò come da noi in fondo, ce ne approfittiamo prima che scoprano il trucco.
    Rompono loro a casa nostra, e rompono altroché.
    Anche noi appariamo come incontentabili fino a quando "scopriamo il trucco".

  16. Leo

    Vero, ho lavorato in diversi ristoranti a Parigi. I camerieri italiani sono richiesti per il loro modi cordiali e perché abituati a soddisfare le richieste, anche quelle più particolari, del cliente col sorriso sulle labbra. C'è il rovescio della medaglia, però. I ristoranti gestiti da italiani sono EVITATI dai camerieri con una qualche esperienza per alcuni brutti vizi tipicamente italici tipo non pagare puntualmente (o del tutto, a volte) o intascarsi le mance. In Italia è pratica diffusa o addirittura normale ma pare che all'estero siano molto sensibili nel giudicare un LADRO tanto che Radio Cameriere, almeno qui nella cité fa un continuo passaparola per mantenere alta l'attenzione contro gentiluomini di tal fatta, tanto che alcuni connazionali si son visti costretti a pagare il viaggio ad ignari camerieri provenienti dal nostro paese data l'impossibilità di trovare personale in loco.
    Quando giudicate i camerieri dall'esterno comunque considerate prima che state analizzando il comportamento di esseri umani sottopagati, frustrati (avete presente 10 ore al giorno a contatto con gente che, giustamente visto che sta spendendo per godersi il tempo libero, pretende che siate al 100% col sorriso sempre splendente sulle labbra), sempre bistrattati dal PADRONE.
    Solo per raccontarne una, ieri un cliente francese mi ha presentato questa richiesta: "Io vorrei un Calzone, mia moglie invece prende una Pizza xxx, senza pancetta, senza uovo e senza parmigiano. Quello che viene tolto dalla pizza di mia moglie lo vorrei messo dentro il mio calzone, ovviamente senza sovrapprezzo."
    Ci ho messo 5 minuti a spiegare il tutto al pizzaiolo cingalese. Tutto questo mentre il boss mi chiedeva perché ci mettessi tanto a servire un tavolo. Fate voi.

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