Un caffé macchiato, per favore…

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caffè parigino

Attenzione amici Italiani a Parigi o in visita in quel della Ville Lumière. La parentela linguistica tra l’italiano ed il francese volte crea delle simpatiche confusioni e delle semantiche imprecisioni. Ciò è spesso rischioso… e quando si ha bisogno di un buon caffé (come me stamattina, per esempio…) é addirittura altamente pericoloso!

Premessa: io adoro il caffé macchiato caldo, quello con la schiumetta tipo minicappuccino… magari con un filino di polvere di cacao amaro a pioggia… e con mezza bustina di zucchero di canna. Sono sicura che ognuno di voi ha il proprio “caffé del cuore”, fosse anche un caffé d’orzo.

Ora, sono arrivata a Parigi nel 2003 e per mesi ho cercato di capire come ottenere un caffé macchiato. Lasciamo perdere cacao e zucchero di canna… cerchiamo di ottenere un caffé macchiato caldo semplice.

Primo tentativo: “Un café au lait, s’il vous plaît“, mi sono detta che  « caffé al latte » poteva essere una buona traduzione. Mi arriva una sorta di caffelatte in tazza piccola. O in tazza grande, dipende dal bar. Caffé Olé!  Ritenta sarai più fortunato.

Un’amica francese mi consiglia di provare con “café crème. Caffé crema, mi dico che forse “crema” sta per “schiumetta tipo minicappuccino magari con un filino di polvere di cacao amaro a pioggia”. Illusa. “Crème” in francese vuol dire “panna”. Mi ritrovo con una specie di café au lait ma alla panna (liquida).  Non un caffé con panna all’italiana maniera (café chantilly, per i francesi).

Non paga dei miei sforzi alla ricerca del caffé macchiato in terra straniera, provo a consolarmi con un cappuccino. O capuccinno, cappucino, cappucinno, capucino … le doppie non sono semplici da integrare nella lingua francese e questo ne é un’esempio dei più diffusi, su menù e insegne dei café (ecco, perché café e non caffé? )

Allora, se siete in Francia per un breve periodo e potete resistere alla voglia di cappuccino, evitare di spendere tra i 3.50 € e le 5 € in media per una specie di caffelatte sperando di ottenere un cappuccino all’italiana. Il mio consiglio é di e prendere un thé. Ce ne sono di ottimi a Parigi (Damman Frères, Mariage Frères, Hédiard, etc…).

“Café noisette”. La mia salvezza per vari mesi, prima di scoprire Segafredo (ne parlerò in un prossimo post). Caffé nocciola??? Si, ma non é un caffé alla nocciola (non siamo da Starbucks, ma in un qualsiasi bistro o café parigino). Trattasi di un caffé espresso a cui viene aggiunta una nocciola di crema di latte calda, ovvero la famosa schiumetta. Mitico! Ci avviciniamo al target “caffé macchiato caldo” in maniera impressionante! Eureka! Un café noisette, s’il vous plaît !

Ora, se invece preferite il caffé espresso tipo quello dei bar italiani, non dimenticatevi di ordinare un expresso serré, corto. Se prendete un caffé lungo, basta dire “un expresso, s’il vous plaît ” (mai dimenticare il s’il vous plaît !). Se volete rischiare, andate su un long o un allongé. In scala, segue un café américain (servito in tazza grande).

Lo zucchero di canna non c’é praticamente mai, ma se tenete alla linea potete chiedere delle “sucrettes” (aspartame). De gustibus…

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Posted on by Irene in Curiosità, Turismo, Varie

2 Responses to Un caffé macchiato, per favore…

  1. Pingback: Dove bere un buon caffé italiano a Parigi?

  2. alfredo

    cerco amici per un buon caffè sono nuovo!

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