La metropolitana di Parigi e i “metropolitani”
4 novembre 2009, scritto da Redazione
[Redazione: anche a Parigi gli Italiani sono in tanti, sempre pronti a cogliere e raccontarci le sfumature di questa affascinante città. Mesdames e Messieurs ho il piacere di presentarvi Mikele autore di questo interessante articolo sulla metropolitana di Parigi, ma soprattutto sui "metropolitani" che la popolano. Buona lettura.]
A Parigi ci sono certamente i problemi tecnici comprensibili che interessano qualsiasi mezzo pubblico di una megalopoli, ma credo che il peggio della metropolitana di Parigi sia piuttosto "il metropolitano".
Quello che non ha capito è che prima di salire nella metropolitana, lasciare scendere la gente può risolvere qualche piccolo problema di ingombro. Ma no, lui no. Deve entrare per forza perchè se non entra succederà una cosa terribile, la metropolitana potrebbe partire senza di lui. Si può anche capire perchè il tempo delle fermate è stato ridotto a Parigi, per permettere alla gente di recuperare un pò del loro ritardo agli appuntamenti. Arrivare in orario é molto importante in Francia.
Non so se avete fatto caso, ma c'è un gioco nella metropolitana di Parigi con una regola che dice: chi scende dalla metro non può più risalire e viene eliminato. Siccome al "metropolitano" parigino piace molto giocare e soprattutto vincere, questo fa di tutto per rimanere sulla piattaforma davanti alla porta di uscita al costo di farsi urtare dagli altri metropolitani che cercano di farlo scendere. Spostarsi un attimo sul binario per lasciare scendere la gente per poi risalire potrebbe sembrare una cosa sensata a un comune mortale. Ma per "il metropolitano" no. Meglio rimane fermissimo, convintissimo di rimanere nel vagone. Lo spirito di gioco è molto importante in Francia.
C'è anche quello che cerca di dimostrare che 48 persone e mezzo possono stare in piedi nella parte della metro tra le due porte... stringendosi un pò... e spingendo molto. E mentre mezzo vagone urla che non è possibile salire, lui continua a spingere. Ma quando la suoneria della chiusura suona, si ritrova dentro, compresso contro il vetro, maledetto da gli altri viaggiatori ma sorridente di aver battuto un nuovo record e di aver dimostrato che aveva ragione. Avere ragione è molto importante in Francia.
C'è quello che, chissà perchè, si è innamorato del palo e ha deciso di abbracciarselo golosamente mentre tu cerchi di mantenere l'equilibrio provando di reggerti a tutto quello che ti può capitare sotto la mano. Ma quei 4 centimetri quadri di palo dove potresti appoggiare le dita sono occupate gelosamente da quest'innamorato pazzo. Essere un buon amante è importante in Francia.
C'è quello che è così appassionato di cultura che si concentra forte-forte sul libro che sta leggendo per non perderne una parola, talmente forte che non si rende conto che attorno a lui c'è in piedi mezza piazza della Bastille, e che se magari si alzasse potrebbe fare stare comode tre altre persona. Ma no... Al massimo alza gli occhi un attimo per poi rituffarsi nella sua lettura. Si sa quanto i Francesi siano attacati alla cultura. E questo amore è così passionale che è più forte del buon senso... e di questa povera signora anziana con le gambe stanche...
Camminando nei corridoi della metropolitana di Parigi, nel flusso della gente, mi sono spesso chiesto una cosa: perchè quando duecentocinquantacinque persone camminano velocemente nella stessa direzione c'è sempre un "metropolitano" che decide di fermarsi? Cosi, senza ragione. Si ferma immobile e comincia a pensare alzando gli occhi in su. Chissà quale meravigliosa idea li sarà passata in mente?! Ma soprattutto: perchè c***o, in mezzo a tutte queste persone, ha deciso di fermarsi proprio davanti a me?! Non si poteva fermare davanti a quella tipa che cammina a zigzag o a quello che ha deciso di camminare a passo di lumaca? Strana il caso, no? Beh, a quanto pare, in Francia, il pensiero è una così importante da fermare una folla.
Ma per fortuna che la metropolitana di Parigi non è solo il calvario che vi ho descritto. Ci sono anche quei momenti particolari. Qualche battuta di grande musica che, come un profumo misterioso, riempie l'atmosfera dei corridoi e l'anima di chi ci cammina. Non riesci mai a capire da dove venga... Un sorriso inatteso e caloroso, una battuta simpatica che fa ridere te e magari anche chi ti sta attorno... Uno sguardo timido che vorresti diviso, ma che ti sfugge dopo un batter d'occhio. Quel minuto e mezzo tra una fermata e l'altra dove succedono tante cose nella mente, mentre in realta è solo andato avanti il treno come va avanti il tempo.
La vita, insomma ...
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Mikele, hai dimenticato i "metropolitani" talmente assorti nella lettura o in altra attività, che quando la metro si ferma alla stazione dove dovevano scendere, una volta su due quasi "perdono la stazione" perché devono ancora metter via il libro, riprendere la giacca e la sacca della palestra, salutare l'amica e raccogliere la sciarpa che nel frattempo é caduta... (io, per esempio...)
Irene
25 novembre 2009
posso dare un piccolo consiglio??
..
Allora per un parigino la calma nel metro é un "non senso" cioé prima entri prima esci, conseguenza il primo metro che arriva viene preso d'assalto, ma a volte succede che un "piccolo" ritardo di un minuto o più(ARGHHH) provoca il classico effetto "sardina" amato sopratutto da chi prende la linea 13. Ma "miracolo" (a parte la 13 naturalmente...) il metro successivo é quasi vuoto, provare per credere
Giuseppe
15 gennaio 2010
[...] non li condurrà a Disneyland o a Versailles ma in periferie sperdute e malfamate…E infine i parigini, che utilizzano le 16 linee della metro ormai automaticamente, cuffie dell’Ipod incollate agli [...]
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Pelo
24 luglio 2011
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domanda: ma perché quando già dalle scale sentono il fatidico "Bzzz/chiusura porte" fanno corse olimpioniche per entrare nella metro se poi il treno seguente arriverà dopo DUE minuti?
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27 agosto 2011
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