Andare al cinema a Parigi

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 Cinema a Parigi

Non i film, attenzione. Il cinema. E qui la Francia, Parigi segnano un goal imprendibile. Andare al cinema a Parigi è un vero piacere. Farlo in Italia lo è un po’ meno. Ricordo ancora molto nitidamente quando da poco arrivata a Parigi e senza conoscere ancora nessuno,  decisi un bel sabato sera di regalarmi un film che non avevo ancora visto (vergogna): La Notte di Michelangelo Antonioni (anche io però…lo so lo so…). Mi recai mesta in uno dei preziosi piccoli cinema nel centro di Parigi, concentrati soprattutto nel quartiere latino, e grande fu la sorpresa quando vidi alle 22,30 circa  intorno a me solo giovani della mia età e tutti o quasi da soli. Qui aprirei appunto un capitolo sull’interesse culturale, l’autonomia, la curiosità e l’assoluta mancanza di conformismi generazionali dei miei coetanei in rapporto all’Italia, generalizzando per carità!

Per i cinema a Parigi  puoi farti una tessera annuale con cui, con una trentina di euro al mese o poco più, si entra a vedere in qualunque film. Forse sto forzando un po’ la mano ma per una come me che d’inverno va dalle due o tre volte al settimana al cinema, quella tessera non è cara. La tessera limita la visita alle sale di un solo distributore (MK2, UGC, Gaumont, ecc.), che però distribuisce più o meno tutti i film in circolazione, cioè un quarto in più di quelli che vengono distribuiti in tutto in Italia. Poi ci sono tessere o tariffe ridotte per studenti, genitori con più di tot figli (il numero esatto non lo so, non avendo figli ma credo 3), disoccupati, precari, e prezzi vantaggiosi in orari particolari o giorni della settimana prestabiliti. Quindi il cinema a Parigi (e la cultura in generale, ma ci tornerò) se si vuole, è a portata di tutte le tasche, non un lusso riservato a pochi.

I francesi sono molto poco tolleranti (a volte al limite del ridicolo, confesso) nei confronti di tutta quella serie di rumori e chiacchiere possibili durante la proiezione. In questo senso c’è un maggior rispetto della collettività. Proprio per la sua maggiore anzianità consumistica il cittadino francese è abituato a pretendere in cambio dei suoi soldi, un prodotto che soddisfi del tutto la sua domanda, senza interferenze. Quindi quando va al cinema vuole vedere il film e basta. Oltre a questa migliore coscienza consumistica c’è anche una ragione più superficiale di questo religioso silenzio e cioè la buona abitudine di distribuire i film stranieri sottotitolati. Non sono snob, so bene che per chi non sa l’inglese è molto meglio un film doppiato. Ma i sottotitoli richiedono attenzione continua, aiuta lo spettatore a concentrarsi e non lasciarsi distrarre con rumori o da commenti col vicino.

Detto questo, provate ad andare in una sala qualunque a vedere un film francese (non sottotitolato dunque) e a fare casino, solleverete la seconda rivoluzione francese in sala!

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Posted on by Maria Sole in Arte e Spettacolo, Cinema, Cultura

4 Responses to Andare al cinema a Parigi

  1. Irene

    La tessera è una buona soluzione ma complica le cose se hai 2 amiche con 2 tessere di insegne diverse... non siamo più riuscite ad andare al cinema tutte e 3 insieme da una vita!
    Io trovo che il cinema a Parigi sia un po' caro. Se non sei studente o non benefici di una riduzione di altro tipo, si paga quasi 10 euro a biglietto (9.80 se non sbaglio).
    Io prendo sempre dei carnet, mi lascia più libera della tessera e alla fine si paga sui 5 euro a biglietto.

  2. sabine

    Che c'è di male a non mostrare tolleranza alcuna per chiacchiere e rumori durante la proiezione di un film? E' così che dovrebbe essere anche in Italia, e non lo è di certo. La differenza è tanto semplice quanto atroce: in Francia, si va al cinema per vedere il film, in Italia, si va al cinema per passare il tempo.

  3. ale

    Io dico che il cinema a Parigi é carissimo! Non ho figli, non sono pensionata, disoccupata o invalida civile. E 10 e rotti euro (fine 2010) per una sessione - senza i mitici Mercoledi al cinema milanesi - sono un vero botto.
    E poi - non voglio far polemica ma solo raccontare le mie impressioni - "francese sia abituato a pretendere in cambio dei suoi soldi, un prodotto che soddisfi del tutto la sua domanda" ma questo NON vale per gli alloggi, per i ristoranti, per i cinema etc etc. Tutto é orribilmente caro e decisamente o stretto o piccolo o sporco. La cultura é tanta e l'offerta parigina amplia e diversificata, certo. Ma a parigi tutto quello che non é base lo pago tutto e lo pago davvero caro.
    Saluti

  4. ale

    Sabine: io grandi rumori al cinema, in Italia, non ne ho mai sentiti, te lo assicuro.
    Basta denigrare l'Italia come un paese di sottosviluppati, che non siamo - ma proprio per nulla. In Italia si é conviviali, non si "consumano" le esperienza, le si VIVE. Si sorride (a differenza dei parigini ingrugniti) si partecipa degli eventi, si fa di ogni occasione un momento ludico o piacevolmente détendu. Qui l'indurimento psicologico fa si che si consumi l'occasione, senza che un'emozione trapeli. Suvvia, siamo un po' realisti.
    Saluti

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