Il potere del Bonjour

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Bonjour!

Quando ero piccola, la mamma mi ripeteva in continuazione che una brava bambina educata doveva usare sempre le tre paroline magiche: grazie, prego, scusi.

Quasi come la canzone di Celentano, Grazie Prego Scusi (tornerò).

In Francia, credo di aver capito che le mamme insegnano le cose in un altro modo. Alle tre paroline magiche, si deve anteporre una parola ancora più magica ed essenziale. Direi una parolina magica di primo grado, mentre le tre di sui sopra diventano di serie B, subordinate all’uso della precedente.

Questa parola assolutamente primordiale è Bonjour. Sì, buongiorno.

Facciamo un paio di esempi per spiegarci meglio.

Siamo in Italia. La bambina in questione entra in panificio. Sfodera un sorriso a 64 denti ed una vocina gentile. Chiede alla commessa:

“Scusi, gentilmente, mi darebbe un paio di panini all’olio?”

e la commessa risponde: “Certo cara, serve altro?”,

“No, basta così, grazie”,

“Prego, grazie a te”,

“Arrivederci”,

“Ciao e saluta la mamma”.

Bene, ora ripetiamo la stessa scena ma in una boulangerie parigina.

Stessa bambina sorridente, baguettes al posto dei panini all’olio.

“Excusez-moi, gentiment, une baguette s’il vous plait”

Risposta della commessa, stizzita : “ Bonjour !!!

No comment.

Stessa cosa alla mensa, arrivi davanti al banco delle bistecche, chiedi gentilmente “Mi scusi, potrei avere una bavette e delle patatine fritte?” La risposta, quando te la danno, è un “Bonjour!!!” incavolato, a cui sei obbligata di rispondere a tua volta con un bonjour, rallentando la cosa e ripetendo la tua richiesta.

Idem nei negozi di abbigliamento, per strada chiedendo informazioni, dall’edicolante, in libreria… essere semplicemtente cortesi, iniziare una frase con “Mi scusi tanto” se non si dice prima “Bonjour” non vale niente. Non ascoltano.

Pensate che qualche giorno fa ero dalle parti di Opéra e ho visto cadere dalla borsa di un signore un paio di occhiali da vista. Li ho raccolti ed ho inseguito il signore dicendo “Mi scusi! Excusez-moooi!!!”.Niente. Non mi badava. Allora ho avuto la prontezza di riflessi di dire « Bonjour monsieur, excusez moi !” e finalmente il tipo si è voltato ed ha preso gli occhiali, ovviamente non mi ha nemmeno ringraziata. Ma mi ha detto “Bonjour” !!!

Paradossalmente, si preferisce un “Bonjour, un kilo de carrottes” a un “Excusez-moi, auriez-vous des carottes? Un kilo s’il vous plait, merci ! ”.

Per cui, se state per passare qualche giorno a Parigi quest’estate, mettetevi bene in testa la seguente regola: LA parola magica è Bonjour.

SPQF – Sono pazzi questi francesi !

Prego, vuol ballar con me?

Grazie, preferisco di no

Non ballo il tango col caschet perciò

(Bonjour !) Grazie, prego, grazie, scusi, tornerò

PS: Mi hanno accusata di essere “antifrancese”. Non è vero, se non mi trovassi bene a Parigi e non adorassi i miei amici francesi non sarei qua. Sono solo contro qualsiasi persona che si impunti su una formalità simile e non sia un minimo flessibile. Francese o Italiano che sia.

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Posted on by Irene in Istruzioni per l'uso, Negozi, SPQF

14 Responses to Il potere del Bonjour

  1. Franco

    Beh, anche in inghilterra se son dici Please ti guardano storto !

  2. Irene

    Allora vedi che non sono solo i parigini!

  3. Andrea

    ed ora parliamo del "re-bonjour@.... :-)

  4. Franco

    No, non sono solo i Parigini.
    A Roma, per esempio se non dici : "ao", nun te se fila nun nessuno. Te lo immagini un Francese a Roma che scrive sul suo blog un articolo del tipo : 100 facon de bien prononcer l'ao pour ce faire comprendre des romaines !

  5. Franco

    Un altro commento. Più serio. E' vero che bisogna dire "bonjour", ma questo non significa che poi si è trattati con gentilezza. Nel tuo articolo ne parli ma non in modo esplicito. E' possibile essere trattati con buone maniere (il buongiorno) ma allo stesso tempo in modo aggressivo se non violento. Il buon giorno è una questione di "addestramento" la gentilezza di mente sana. Ho visto poco Londra, ma dalla mia prima visita a Parigi mi sono accorto subito del livello di frustrazione e stress dei Parigini. A Londra che pure è piu grande e si lavora un sacco, la gente non ha lo stesso sguardo.

  6. Rosario

    Ciao a tutti, innanzitutto complimenti per il blog, davvero utilissimo. Vorrei chiedervi una cosa : dopo aver
    vinto una borsa di studio musicale mi trovo a dover soggiornare a parigi una ventina di giorni per un master.
    Ho trovato casa al centro ho prenotato il volo e adesso vorrei sapere : è cara la vita li ? Ci sono supermercati ? Negozi italiani ? ..
    vi prego se qualcuno può mi risponda via e-mail dato che domenica ho il volo.
    Scusate l'intrusione !

    Rosario :D

  7. Mario

    @Franco. D'accordo, per i fff 'bonjour' significa sostanzialmente 'salve'. Quello che a noi (di certo a me) fa specie è quella che percepisco come una mancanza di elasticità, per la quale non esistono situazioni di urgenza, necessità, rapidità per cui puoi omettere l'approccio formale. Sei affannato, stai perdendo un treno, hai il fiatone da Dr. Zivago scena finale del film, chiedi "Excusez-moi, monsieur, savez vous où est la voie numéro xxx", e per risposta ottieni uno sguardo di rimprovero accompagnato dal 'Bonjourrrrrr' di chi sta insegnando le buone maniere allo zoticone.

  8. Franco

    Tutto viene dall'educazione che i Francesi ricevono fin da piccoli. Apparentemente, in Francia le tre parole : bonjour, s.t.p. e merci, devono essere utilizzate tutte e tre in maniera obligatoria quando si domanda qualche cosa a qualcuno, altrimenti il francese non si sente considerato come un essere umano (è la spiegazione che mi ha dato un collega).

    Come dicevo all'inizio tutto dipende dall'educazione che i francesi ricevono fin da piccoli. Educazione talmente stretta, che essi si sentono irritati quando incontrano qualchuno che non segue lo stesso rituale. Perchè di rituale si tratta, e non (almeno in alcuni casi) di reale cortesia e/o di interesse verso l'interlocutore.

  9. Laura

    Ma parliamo anche dei:
    bonjour
    bonne journée
    bonne matinée
    bonne fin de matinée
    bon appetit
    bonne digestion (!)
    bon debut d'apresmidi
    bon apres midi
    bonne fin d'apres midi
    bonsoir
    bon fin de soirée
    bonne nuit

  10. Irene

    Buona Digestione mi mancava!

    e avete mai sentito dire solo "Re" per sottointendere "re-bonjour" ??? orribile!!!! :)

  11. Elettra

    Hai ragione... ho iniziato a lavorare da poco e la prima cosa che mi ha detto il mio capo è stata "C'est un peu maternelle mais je vous en prie de dir bonjour tout les matins".... Incredibile :-D

  12. Pingback: Ennesima situazione surrealista in metro a Parigi

  13. Pingback: La boulangère e la grammatica francese

  14. raul franceschi

    Pazzsco le banalità che scrivete!!!! Tutto il mondo deve funzionare come funziona in Italia, altrimenti sono antipatici, stronzi e quant'altro. Siete voi che non avete nessuna elasticità mentale. E' semplicement una questione di POLITESSE, punto. Se non riuscite a capire cose cosi banali siete proprio messi male!!!!

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