Francesi vs Italiani: un’eterna partita a pallone ?

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Che tra Italiani e Francesi non scorra proprio buon sangue è cosa nota a tutti.

L’”astio” ha probabilmente radici molto antiche, che alcuni fanno risalire addirittura alle campagne militari romane in Gallia (Gallia che -  ricordiamolo per chi crede che la storia vera sia quella di Asterix e Obelix -  fu conquistata dai Romani e ridotta a provincia dell’Impero come tante altre a quei tempi) o, anche, alle vere e proprie razzie di opere d’arte compiute da Napoleone durante i suoi “viaggi” oltralpe (un po’ come se noi, oggi, decidessimo di portarci a casa un quadro di Monet dal Musée d’Orsay!!!).

La storia più recente racconta della Prémière Dame di Francia che era Italiana ed è diventata Francese, della prima ballerina dell’Opéra di Parigi che è Italianissima e ci insegna che ci sono (almeno)  tre argomenti di cui un Francese e un Italiano non dovrebbero mai parlare: il formaggio, il vino, il calcio.

Potremmo star qui ore ed ore infatti a sindacare se sia più buono il gorgonzola o il roquefort o se la fontina sia da preferire al camembert ,senza trovare alcun compromesso ragionevole (anche se io, onestamente, non scambierei mai una bella spolverata di parmigiano sui maccheroni per l’emmenthal rapé…. ); sui vini non dico niente, perché le mie radici umbre (terra di grandi coltivatori e… bevitori!!!) mi porterebbero ad essere troppo di parte, qualora affermassi che se mi proponessero due bottiglie di Beaujolais al posto di un bicchiere di Cardeto, io, mi terrei stretto il mio Cardeto.

Sul calcio bisognerebbe aprire un capitolo a parte perché, vedete, non si tratta solo della celeberrima “zuccata” di Zidane durante la finale del mondiale 2006. No, il rapporto conflittuale che esiste attorno al pallone tra Italiani e Francesi  è molto più profondo e radicato. Insomma, nel nostro campionato arrivano da decenni giocatori da tutte le parti del mondo, ma quanti sono quelli arrivati dalla Francia? E soprattutto, quanti sono i calciatori francesi che hanno avuto successo in Italia? Magari io ho la memoria corta, ma a me vengono in mente solo Platini e Zidane; lo stesso discorso vale per i nostri “campioni” che in Francia non  hanno mai riscosso allori, eccezion fatta per Marco Simone che venne a chiudere la sua carriera al PSG, ma certo fa ridere pensare che alcuni “intenditori” francesi reputino la Ligue 1 migliore della nostra Serie A, noi avremo anche Calciopoli e Moggi, ma nel nostro campionato giocano squadre che hanno fatto la storia del calcio europeo, qui invece ci si vanta per il Lione che da due anni arriva ai quarti di Champions League!!!

Insomma, Italiani e Francesi sono un po’ come Paperino e Anacleto, bisticciano sempre, si fanno dispetti, fanno la voce grossa ma sanno entrambi che non potrebbero vivere gli uni senza gli altri.

Ma, come in ogni storia d’amore – odio che si rispetti arriva un momento in cui uno dei due tira un po’ troppo la corda e si crea uno strappo difficile da ricucire. E, ovviamente, sono stati i Francesi.

(je blague…mais pas trop!)

Tutti noi abbiamo vissuto l’incubo dell’alloggio parigino: non puoi affittare una casa se non presenti un RIB, ma non puoi aprire un conto in banca se non hai una casa. La storia del cane che si morde la coda.

E tutti noi sappiamo quanto, spesso, i proprietari parigini,specie se di una certa età, siano diffidenti nei confronti degli studenti che potrebbero non avere le necessarie attenzioni per il loro appartamento, magari danneggiarlo, organizzare feste e disturbare i vicini. Cose che poi, alla fine, rientrano nella normale amministrazione per chi affitta una casa. Non solo a Parigi.

In questi ultimi giorni mi è capitato, però, di assistere ad un fenomeno nuovo, che, confesso,  mi ha quasi disgustato. Una mia cara amica (ennesima mente brillante costretta ad emigrare per cercare fortuna e gratificazione) sta cercando un appartamento da affittare nelle zone centrali della città. Premesso che si tratta di una ragazza di bella presenza, che ha vinto una borsa di studio all’Istituto Curie, premesso che non parla un francese molto fluente ma che riesce a farsi capire (oltre a parlare un ottimo inglese) ebbene, premesso tutto ciò, in questi giorni ci siamo entrambi sentiti rispondere più di una volta “ah…ma  lei è italiana…allora no, non voglio italiani”

Non voglio italiani????????????????

Questa mattina mentre l’aiutavo a fare qualche telefonata una signora distinta del 16emo arrondissement mi ha letteralmente attaccato il telefono in faccia quando le ho detto che la mia amica era italiana e che era molto interessata al suo appartamento. Colpito dalla cosa l’ho richiamata con l’anonimo e le ho chiesto il perchè di questo odio contro gli Italiani. La risposta vi stupirà.

A quanto pare noi siamo sporchi, non puliamo e viviamo nel disordine, oltre ad essere caciaroni  e, in fondo, anche un po’ maleducati e irrispettosi delle regole.

Altre telefonate hanno fornito le stesse risposte alle mie interrogazioni.

Prima di commentare lo “sporchi” e il “disordinati” vorrei però spezzare una lancia in favore della signora. Che l’italiano sia caciarone per natura è, almeno in parte vero; senza contare che la maggior parte dei turisti  italiani in visita nella ville lumière non contribuisce certo a migliorare l’immagine che i Parigini hanno di noi. Basta passare all’ora di pranzo sul parvis di Notre Dame per vedere interi gruppi di turisti che bivaccano allegramente davanti la Cattedrale, lanciandosi oggetti e lasciando dietro le spalle avanzi di ogni genere. Confesso che davanti certe scene, io per primo, a volte, mi vergogno  dell’immagine che esportiamo all’estero. Quindi magari, un po’ di mancanza di rispetto delle regole ce l’abbiamo pure, fa parte del nostro DNA l’essere un po’  paraculi   (passatemi il termine!) ma la  caciara italiana alla fine, è bella, allegra, solare, insomma , cela invidiano tutti, possibile sia la causa di questo “razzismo” verso i poveri Italiani emigrati a Parigi?

E poi, noi saremmo sporchi e disordinati? Noi che abbiamo il bidé, e soprattutto, lo utilizziamo? Noi che quando ci facciamo la doccia non sguazziamo certo nell’acqua marroncina della vasca… noi siamo quelli senza il senso della pulizia? Noi che non “insaporiamo” il pane con il sudore dell’ascella, noi non abbiamo il concetto di igiene?

Qui si va bel al di là dei classici luoghi comuni, non si tratta di rispondere semplicemente i Francesi hanno inventato i profumi perché non si lavano”, no, qui siamo di fronte a veri e propri casi di discriminazione che comportano l’impossibilità di accedere anche ai servizi più elementari di cui una persona avrebbe bisogno, primo su tutti, un tetto sotto cui dormire.

Possibile che anche noi Italiani siamo diventati “vittime” della crescente ondata di xenofobia  che da qualche anno serpeggia latente in tutta Europa? Forse che i Parigini dopo aver per anni tartassato i Portoghesi, abbiano trovato oggi in noi Italiani il capro espiatorio per tutti i mali della loro città?

Raccontateci le vostre esperienze, aneddoti o semplicemente lasciate un commento nell’apposito spazio qui sotto!

Alla prossima

Gabriele

[Foto: SIPA]

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Posted on by Gabriele in Affitti Parigi, Opinioni, Società

67 Responses to Francesi vs Italiani: un’eterna partita a pallone ?

  1. Redazione Parigi

    Benvenuto Gabriele, anzi, bentornato !
    Ti eri dimenticato, in questi anni passati a Roma, la "galère" per gli appartamenti a Parigi? (a prescindere dalla nazionalità... e poi in effetti aggravata se si é stranieri...)
    E se trattano cosi gli Italiani, ti immagini le persone di colore ?

  2. Irene

    E' capitato a tutti, penso, di essere bypassati da un "dossier" francese nella ricerca dell'appartamento dei sogni a Parigi... me compresa, nel 2003!
    E posso dirvi che se io dovessi affittare un appartamento a Parigi, lo affitterei solo ad Italiani !
    Tié ! ;)

  3. Irene

    Dimenticavo: complimenti a Gabriele per l'articolo !!!
    :)

  4. IP

    Ciao a tutti, questo è un argomento che veramente mi fa perdere le staffe! Allora mi sono andata a studiare regole e regolette per far sì che, se mai dovesse ricapitarmi di trovarmi di fronte a un proprietario senza scrupoli, almeno avrò il piacere di sbattergli in faccia le leggi... anche se non servirebbe a un granché se non al fatto di essermi sfogata! :-)
    Trovate il risultato delle mie ricerche qui per chi fosse interessato: http://www.italianipocket.com/alt-alla-discriminazione-2-la-casa/
    Grazie Gabriele per l'articolo!

  5. Cristina

    Ciao, ho letto con vivo interesse questo articolo perchè anche io come la tua amica, lo scorso 13 ottobre, sono stata a Parigi per cercare casa; mi sono confrontata con la diffidenza della gente francese che è sicuramente comprensibile ma a volte non giustificabile. Anche io verrò a Parigi per studiare e andrò alla prestigiosa Sorbonne.. e mi rincresce dire che nessun francese mi è stato di aiuto; l'unica casa affittabile era guardacaso, di un proprietario italiano.

  6. sonia

    vivo in Francia(prima costa azzurra ora Parigi)da anni,ma ogni volta trovare casa é un'odissea,anche a me é stata rifiutata in quanto italiana,ma mi ha fatto sorridere il fatto che spesso sono stata discriminata da proprietari...arabi!

  7. Franco

    Salve, mi vedo costretto a dissentire in parte all'articolo e ai commenti che sono stati fatti. Non solo perchè la mia esperienza è stata diversa: ho trovato casa in circa due mesi di ricerca di cui uno (agosto) passato parzialmente fuori Parigi, lavoro nella grande industria con persone diplomate a polytechnique, central paris etc. e pur se non conosco il loro stipendio, non sono trattato male.
    Sul lavoro i colleghi francesi sono spesso beffardi, ma molto piu verso i corsi, i belgi e gli inglesi che verso gli italiani.
    I Francesi sono persone molto piu diffidenti di noi Italiani. Il loro razzismo è paura dell'altro e non è diretto specificatamente verso noi Italiani (siamo in 4). Anni fa il mio padrone di casa mi disse che non avrebbe votato la costituzione europea per via dei turchi (?!).
    A Roma le persone sono sicuramente meno aggressive che a Parigi, ma comunque maleducate. Sui trasporti romani, si che è una guerra. Anche a Roma è difficilissimo trovare casa, soltanto che li la discriminazione non è dovuta alla nazionalità. Il giornale degli annunci (il mitico Porta Portese)esce alle 7 del mattino. Alle nove è già inutile telefonare: tutte le offerte valide sono già andate.
    La diversa nazionalità fornisce solo un capro espiatorio. Si faccia avanti chiunque di voi che viene da una grande citta e che in un bus pieno zeppo di persone di cui la meta straniere, non ha pensato che se queste se ne fossero restate a casa loro, il bus sarebbe stato mezzo vuoto.
    Per trovare un appartamento, a Roma come a Parigi, non c'è che un modo valido, ricorrere alle relazioni. Io ho trovato casa grazie ad una ragazza conosciuta in un bar. Ecco la dimostrazione che qualche volta essere Italiano aiuta! A+

  8. Franco

    P.s.
    Andando in giro su Porta Portese, potrete notare che ci sono piu annunci per le ragazze che per i ragazzi. C'è chi dice che la ragione sia che i ragazzi sporcano di piu, altri sostengono che le ragazze litigano piu di frequente e cambiano piu spesso appartamento.

  9. Irene

    @ Franco: ognuno ha certamente le sue esperienze e le sue idee... certo che metterci "solo" 2 mesi per trovare casa non lo trovo un record tanto positivo! :)

  10. GiulioP

    "Noi che abbiamo il bidé, e soprattutto, lo utilizziamo?"

    grandissimo... anche io sono stato diverse volte in Francia (sempre pero' per brevi periodi) e non ho mai visto un bide': che zozzoni!!! e' la cosa che mi manca di piu' dell'italia...

    e pensare che una volta un parigino, il mio primo prof di francese alla mia domanda se avevano il bide' mi rispose che lui lo usa solo per lavarsi i piedi!!! (sic!)
    ripeto: gli zozzoni sono loro!

  11. Franco

    Il tuo commento è appropriato. Devo essere piu preciso. Ho iniziato a vedere qualche casa, spulciando PaP e SeLoger.com a partire dalla meta di Luglio. Ad Agosto sono partito per 3 settimane. L'8 settembre ho firmato il contratto per l'appartamento. In totale penso di aver visitato non piu di 5 o 6 appartamenti. Se avessi voluto avrei avuto buone possibilità gia con il primo appartamento che ho visto.

    Sono daccordo con te che ciascuno ha le sue esperienze, ma ha volte ho l'impressione che noi Italiani si faccia del razzismo all'inverso.

    Per quanto riguarda i Francesi che non ci vogliono nei loro appartamenti, forse non è cosi incomprensibile: lo prenderesti tu in casa qualcuno il cui presidente del consiglio organizza festini con prostitute minorenni ?

    (se non sei aggiornata sugli ultimi avvenimenti, fatti un giro su corriere.it o repubblica).

  12. Gabriele

    No allora qui mi sembra che sia un po' usciti dal seminato.
    Quello che ho cercato di esprimere nell'articolo è che una sorta di "rivalità" più o meno genuina tra Francesi ed Italiani è sempre esistita e credo sia sotto gli occhi di tutti.
    Poi, ovviamente, non si tratta di un fenomeno generalizzato, io per primo ho lavorato in un grande gruppo bancario francese e sono stato accolto come mai mi è successo in Italia, sono stato aiutato nel processo di integrazione e i colleghi sono stati sempre gentilissimi con me.
    Ovviamente dipende da come ci si pone, ma questo vale in Francia , in Italia e ovunque nel mondo.
    Il problema di noi Italiani è che molte volte ci crediamo i padroni del mondo e, dovunque andiamo, pretendiamo di fare come fossimo a casa nostra (forse perchè siamo abituati a ciò che accade da noi: chiunque è libero di fare la sua legge e calpestare i nostri valori e tradizioni...ma vabbè, questo è un altro discorso); quello che cerco di dire è che la reazione dei Francesi nei nostri confronti potrebbe forse essere fatta risalire al comportamento, senza dubbio incivile, di alcuni nostri connazionali sul suolo francese, fatto questo che, ovviamente, non giustifica il "razzismo" generalizzato che, secondo me, non ha niente a che vedere con Berlusconi e le sue scappatelle.
    Poi, se vogliamo star qui a dire che anche il mal tempo a Parigi è colpa di Berlusconi liberissimi di farlo.

  13. Irene

    (a proposito del bidet, una mia amica qui a Parigi lo usa come vaso per i fiori. Per abbellire il bagno . No comment)

  14. Franco

    Caro Gabriele,
    Il discorso sulla rivalita franco-italiana su vino, formaggio e cucina in generale, forse è il caso di farlo cadere una volta per tutte. Innanzitutto abbiamo due filosofie differenti. La loro cucina (ci includo vino e formaggio) è ricercata e complessa. La nostra cucina è piu popolare, semplice, basata innanzitutto sulla genuinità dei nostri prodotti. I francesi lodano la loro cucina e dicono che è migliore: lasciamoglelo dire, in fondo siamo pure a casa loro, e lasciamo che sia tutto il resto del mondo a lodare la cucina Italiana!
    Per quanto riguarda il discorso sul berlusca, voglio spiegarmi meglio. Innanzitutto non si tratta di scappatelle. Era una scappatella quella di Bill Clinton con la tizia del sigaro (che gli è quasi costata il posto), o quella di Kennedy con Marylin Monroe. Per Berlusconi oramai si va sul reato penale.
    Ma poi il punto non è questo. Hai ragione che non è colpa di Berlusconi se fuori piove. La responsabilità è degli Italiani che si permettono di avere un primo ministro cosi. Allo stesso modo, se la nostra sinistra è cosi inetta, è ancora colpa nostra che gli permetiamo di esserlo. Forse ragiono da francese, ma questa politica è un'onta per tutta la nazione e ci disqualifica di fronte a tutti gli altri popoli. Per cui non sarei meravigliato se un proprietario di fronte ad un italiano, un tedesco e/o un'inglese con dossier equivalente, rigettasse per prima la candidatura dell'italiano.

  15. Redazione Parigi

    Cari Italiani a Parigi, e soprattutto cari Franco e Gabriele,

    sono contenta che il post di Gabriele abbia suscitato molte reazioni e che ci si possa esprimere con estrema libertà su questo blog "corale" e indipendente.

    Vi invito solo a non sfociare in polemiche e a non fare delle questioni di stato (e soprattutto: di politica) a partire da qualsiasi spunto. Lo spirito dell'articolo iniziale era ben diverso, per come lo interpreto io.

    Ufficio reclami: redazione@italianiaparigi.it

    Piove. Governo Ladro,
    La Redazione :)

  16. Gabriele

    pienamente d'accordo...anche perchè sono convinto che alla Madame Michou che affitta casa non importa nulla delle vicende sessuali di Berlusconi!!!
    godiamoci la nostra superiorità calcistica, culinaria e enogastronimca (un po' di sano patriottismo non fa mai male!!!) e lasciamo Berlusconi e Sarkozy alle riviste di gossip!

  17. Franco

    Beh, io sono convinto che Madame Michou sia la prima ad acquistare i suddetti giornali di gossip.

    Comunque la mia reazione ha questo articolo dovuta probabilmente al mio recente viaggio in Italia, dove continuo notare da qualche tempo un continuo aumentare del degrado in tutti gli ambienti.

    Cio che mi dispiace è che tra Italiani alla fine si finisce sempre par parlare di quanto è buono il parmiggiano e di quanto è gagliarda la Juve (o la Roma, o il Napoli ...).

    Forse il cliché che gli stranieri hanno di noi: italiano, pizza fichi e mandolino (e mafia) non è poi cosi infondato neanche quello.

  18. Anna

    Franco, dire che un proprietario francese dovrebbe negare l'appartamento all'italiano per Berlusconi è puro delirio, anzi è puro razzismo.
    io non voto berlusconi nè l ho mai votato, pago le tasse, sono una persona onesta ed ESIGO che quando si parli degli italiani si facciano le dovute distinzioni, anche se la percentuale di italiani onesti fosse lo 0,00001%, quella minuscola minoranza va tutelata sempre e comunque.

  19. Sarà

    purtroppo gli idioti si trovano ovunque, e nei luoghi comuni e negli stereotipi gli idioti ci sguazzano. quindi non mi stupiscono alcuni comportamenti; sono anche d'accordo sul fatto che noi italiani certe volte ce le andiamo pure a cercare... o che il modo con cui trattiamo gli stranieri in casa nostra poi ci torna indietro... ma non per questo questi comportamenti non mi fanno rabbia, anzi!!

    comunque, tra qualche mese dovrò cercare casa a Parigi. mi farò risentire per chiedere consigli qui :D

  20. carole

    Adesso vi arriverà il "pugno nello stomaco" Sono francese sposata con un italiano aristocratico colto e cosmopolita (eccezione alla media locale) da 12anni vivo a Milano. Vorrei dirvi purtroppo per il vs. orgoglio che i Francesi non sentono alcun rivalità verso gli Italiani che trovano peraltro di solito in generale simpatici (conoscendo l'Italia spesso solo da turisti) anche se chiassosi
    Non c'è rivalità perché gli Italiani - aprite le orecchie!! - sono visto come di serie B mentre Inglesi e Tedeschi per esempio pur se piu' odiati sono anche loro di serie A. Non dovete confondere i modi coatti cacciaroni e rumorosi degli Italiani medi con l'allegria e la simpatia. E troppo spesso gli italiani si giudicano loro simpatici e calorosi mentre sono solo cafoni. Ion Francia - al totale opposto dell'Italia- c'è il gusto del relazionarsi con gli altri con charme intelligenza e cultura. Qui il 90% è analfabeta oltre ad essere chiassoso!!
    Per il bidet gli italiani mezo secolo fa erano in gran massa poveri mezzadri che si lavano nelle tinozze dei cortile delle cascine dove lavorano (L'albero degli zoccoli) quindi questo loro inalberarsi per l'assenza di bidet mi fa proprio ridere!!

  21. Franco

    Cara Carole, in gran parte penso che le tue critiche verso l'Italia sono corrette. Sopratutto adesso stiamo diventando un paese talmente ignorante che per riscrivere la storia basta fare una finction e mandarla in onda in prima serata. Tra una diecina di anni non sarei sorpreso di vedere una finction dove si dipinge Berlusconi come l'eroe che salvo l'Italia dalla crisi economica e benefattore di giovani fanciulle in disgrazia. E non sarei sorpreso se in seguito il suddetto fosse anche beatificato dal papa!

    Ciononostante anche i commenti dei miei connazionali hanno un fondamento.

    Prima di tutto l'alloggio. E' vero che io ho potuto trovarlo con poco sforzo. Ma devo anche riconoscere che lavoro per una ben nota industria e che ho un discreto salario. Senza queste due condizioni e sopratutto senza un garante (francese), qui a Parigi al massimo avrei potuto piantare una tenda al Bois de Boulogne !

    Tu dici anche che i francesi hanno piu gusto degli italiani nel relazionarsi con charme, intelligenza e cultura. Probabilmente per alcuni ma non per tutti. In realtà, con il vostro metodo di grandi e piccole scuole, il sistema educativo francese crea delle persone formattate e stereotipate, per nulla interessanti.

    Per concludere, a ben ragione gli italiani sono considerati di serie B, visto il sistema politico di cui si sono dotati! Pero ci sono in Italia ottime persone di ingegno e creatività che vedono sprecate le loro capacità. Alcune vanno all'estero, e soffrono la lontananza, altre restano a casa (magari per ragioni di famiglia) e soffrono per il vivere quotidiano.

    Per finire veramente due spunti di riflessione per tutti :
    1) Il primo è forse che stando lontani dal nostro paese, che sia la Francia o l'Italia, siamo tentati di idealizzarlo.

    2) Secondo, che integrarsi in un paese diverso è difficile, e la "diversità" è in un modo o nell'altro fonte di conflitto, sopratutto quando le cose non vanno bene.

  22. Carole

    Complimenti a Franco 22.11.2010
    Se tutti gli Italiani all'estero fossero come lui non avrebbero alcun problema, anzi sarebbero accolti penso con la massima benevolenza !
    D'accordissima anche sul fatto della formattazione grande scuole francesi. Ovviamente so bene che non tutti i Francesi sono colti ed hanno conversazione brillante! Ma se in Francia sono il 20% della popolazione qui in Italia siamo allo 0,..? Io so benissimo che gli Italiani quando educati ed intelligenti superano tutti (vedi mio marito) però purtroppo sono una esiguissima minoranza . Vi assicuro che a Milano uno così lo incontri per lavoro o in giro una volta al mese se tutto va bene. Qui a Milano al 90% sono orgogliosi di essere ignoranti e di non leggere e di amare solo le scemenze tv, il calcio, i SUV o le veline e sono inoltre analfabeti totali nel savoir vivre !! Per tornare agli Italiani all'estero quel che non sopporto da tanti (non tutti per fortuna) e 1/ la loro finta nonchalance e straffotenza, 2/ il loro essere vestiti/vestite ostentatamente firmati/e da capo a piedi (mancano solo le etichette!) , 3/ il loro credere di essere simpatici perché chiassosi.... Io quando sono a Parigi li posso riconoscere - sul sicuro- a 50 metri di distanza anche se non li sento parlare!

  23. Gabriele

    Cara Carole, se le più grandi firme della moda internazionale sono italiane e i francesi ne soffrono mica è colpa degli italiani che si vestono di marca (vedi, la moda me l'ero scordata quando ho scritto l'articolo!!!)
    potremmo infatti dire che anche i francesi si vedono e riconoscono a 50 metri di distanza...solo voi avete coraggio di abbinare certi colori...

    io credo di aver scritto un articolo ironico basato sulla reale e indiscutibile "rivalità" esistente tra cugini d'oltralpe, senza offendere nessuno ne mettere in discussione quelle che sono le tradizioni e le abitudini di una nazione piuttosto che l'altra...però onestamente mi sento chiamato in causa dal tuo commento...perchè insomma, non si può certo che i Francesi abbiano gusto nel vestire...

  24. Carole

    @ gabriele
    ma che ridicolo e patetico argomentare: la solita totale incapacità dialettica! Nessuno " soffre" nel vedere gli italiani sempre vestiti "della domenica" (forse in ricordo dei vecchi tempi da poveri emigrati all'estero che volevano farsi vedere belli nel paese che li ospitava di domenica) E solo che è ridicolo credersi qualcuno solo perché si hanno addosso vestiti firmati (che possono per inciso (tale era la mia idea) essere di firma inglese francese o italiana.
    Per quanto riguarda la mania tutta italiana di abbinare i colori è una cosa meschina. Io sono stata a Berlino e la gente era vestita nei modi piu' strani non curandosi di abbinare i colori ma erano interessanti perché esprimevano la loro personalità. Qui in Italia sono tutti abbinati cosi' preoccupati che sono della "bella figura" (anche li spiegazione sociologia: il solito "vestito della domenica) Il guaio è che anche nel cervello sono abbinati: alla mediocrità ed all'insipidità intellettuale: sono totalmente ininteresanti
    Per inciso se si vuole proprio parlare di moda non era il mio argomento) L'alta moda e e resterà ancora per un bel po' francese per la vera classe: in questi ultimi anni alcuni stilisti sono riusciti a farsi un nome internazionale grazie sopratutto all'ottima qualità dei tessuti di lusso fatti in Italia. Questo si che è una grande qualità unicamente italiano: l'altissimo livello dei suoi artigiani. Non chiamarci "cugini": solo gli italiani si sentono cugini dei Francesi Noi NO!! Vedere il mio articolo di sopra si è rivali solo tra pari!!! (ed io mi sento "pari" solo con il 2 % degli Italiani

  25. sonia

    @carole:talmente ci considerate inferiori che non fate altro che copiarci!il giorno che in italia troviamo una copia della tour eiffel(il david di michelangelo a marsiglia),mangiamo paté nei ristoranti(non la pastà e la pizzà spacciata nei vostri resto'!) allora ne riparliamo...

  26. Gabriele

    ti cito solo alcuni nomi di artigiani che vestono le più grandi star del mondo Valentino, Armani, Laura Biagiotti, Versace, Dolce e Gabbana...e non mi venire a dire che Yves Saint Laurent o Gautier hanno la fama, la classe e il prestigio dei grandi couturiers italiani....per carità!
    noi italiani saremo anche insipidi e ignoranti, ma meglio essere un po' sempliciotti che spocchiosi e arroganti non credi?

  27. Chiara

    ...sono rimasta a bocca aperta a leggere certe frasi...qui siamo alla fiera dei luoghi comuni!!! è la prima volta che intervengo su questo blog (peraltro molto bello e utile, complimenti all'autrice), ma mi sono sentita offesa da certe affermazioni che io non mi permetterei mai di rivolgere né nei confronti dei francesi, né di nessun altro popolo. Chiassosi, coatti, cafoni, analfabeti, strafottenti, che ostentano vestiti firmati, …ma stiamo scherzando?? Perché a me non fa ridere, proprio per nulla.
    Sono una studentessa universitaria del Friuli in scambio per quest’anno a Parigi, e nonostante le mille difficoltà e burocrazie e ostacoli da superare nella vita di ogni giorno mi sforzo di vedere i lati positivi di una cultura diversa dalla mia. E non mi permetto di generalizzare dicendo “I francesi hanno la puzza sotto il naso e sono freddi e maleducati” solo perché più di una volta mi è successo di essere trattata male agli sportelli di Enti pubblici, o bistrattata da proprietari di appartamenti.
    Per quanto riguarda la “solita totale incapacità dialettica”, sono felice di apprendere all’università nuove metodologie di ragionamento, vale a dire la famosa “dissertation”, in quanto trovo che sia un buon modo per mettere ordine nelle idee; tuttavia trovo riduttivo pensare per tre idee, tre punti, tre esempi, …e anche un po’ macchinoso. Ma lo ripeto, sono felice di imparare a farlo, perché sono convinta che mi tornerà utile nella vita.
    Sono d’accordo sul fatto che in Italia stia dilagando da tempo una non-cultura, spinta da televisione di bassa qualità e una classe dirigente pessima che invita essa stessa a non leggere i quotidiani perché pericolosi; ma non sono d’accordo sul fatto che gli italiani siano definiti nella loro totalità come ignoranti e amanti dell’ignoranza. A riprova di ciò, il fatto che una trasmissione di qualità come “Vieni via con me” sia stata seguita da un terzo dell’audience italiana, che quindi attende solo delle alternative al Grande fratello & co. . Confido che la situazione nel prossimo futuro possa cambiare, con un cambio di governo e una valida legge sul conflitto d’interesse; perché se l’informazione è controllata, le persone che non hanno la possibilità di accedere a Internet e ad altri mezzi non hanno scelta.
    Trovo che procedere per generalizzazioni non solo sia riduttivo, ma anche pericoloso in quanto fa assumere dei pregiudizi che minano “a priorì” (espressione peraltro abusata dai francesi) l’apertura mentale verso ciò che non si conosce.
    ps: informo Carole, che abita a Milano da 12 anni ma che evidentemente non conosce molto la storia della nostra Repubblica, che l’aristocrazia in Italia non esiste più.
    Un saluto a tutti, e ancora complimenti all’autrice del blog: ho trovato informazioni molto utili per preparare il mio soggiorno qui, e lo consulto periodicamente per cercare nuove perle di saggezza! : )

  28. Stella

    Carissima Carole !
    vorrei capire una cosa : ma che fa in Italia ?
    Non avrà mica la puzza sotto il naso ?

  29. Irene

    @Chiara: grazie mille per i complimenti e per il tuo intervento che trasuda saggezza e diplomazia :)
    Sei benvenuta se volessi partecipare a IAP Italiani a Parigi raccontando le tue storie da Erasmista: IAP è un blog corale, per cui se ti va, "n'hésites pas!"
    E comunque continua a leggerci :)

  30. Carole

    Dissertation/Mémoire francesi vs esami italiani

    Certo che uno studente italiano medio abituato come è solo al "rigurgito" orale deve trovare difficoltà nella disciplina delle dissertazioni ( tramandate dall'antica Grecia e che gli studenti francesi sono abituati a fare sin dal liceo). Gli studenti italiani sono abituati al poco rigore visto che gli esami universitari intermedi sono solo orali e bastano le ripetizioni di quel che è stato recepito dal docente (cosi' il docente è contento e dà un bel voto!) .
    Invece l'espressione razionale e ordinata del pensiero è indispensabile alla comprensione di un testo scritto. Certo che la dissertazione consta principalmente di tre parti : introduzione sviluppo conclusione ma gli arogomenti che vi possono venire espresse sono illimitate purché gli argomenti siano - all'interno della parte dedicata allo sviluppo- anche essi costruiti con 1.introduzione 2.sviluppo 3.conclusione.
    P.S: l'università italiana è al 75e punto nel mondo (non conosco la classifica di quella del Friuli..) e non insegna agli studenti a pensare ma a fare i papagali . Forse l'unica eccezione è la Normale di Pisa. Persino in Romania la scuola e l'università sono infinitamente più rigorose che non in Italia e TUTTI gli esami comportano la prova scritta

  31. marco

    Se vogliamo essere rispettati dobbiamo raddrizzare la schiena e cambiare noi invece di nasconderci dietro facile accuse di luoghi comuni alle critiche giuste
    LUOGHI COMMUNI???? : http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_03/sala-italia-rapporto-censis_22da7c64-feba-11df-b6f8-00144f02aabc.shtml

    http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/copertina/raiperunanotte-monicelli/23792782?ref=HRER3-1

  32. serenesse

    Mi sorprende, anzi no, non mi sorprende, leggere questo genere di discussioni tra italiani e persone del paese ospitante.
    Andate a farvi un giro sul forum di italianiamadrid (che frequento per ragioni geografiche) e troverete le stesse tirate sul bidé, sui vestiti di marca, sul "buon gusto"...
    Forse allora è il caso di fare un discorso più generale sulla tolleranza verso le abitudini altrui
    e considerare il peso che ha -per l'appunto- l'abitudine, nel considerare meglio o peggio qualcosa.
    Fate i buoni, se potete.

  33. elio

    sono così superiori questi francesi alla carole che sono venuti a depredare le bellezze artistiche degli italiani...con quel cafone di napoleone.....per quel che riguarda il vestito della domenica che tanto turba le tue notti guarda che è una tradizione che è un modo di vivere anche dei contadini della tua nazione....rassegnati i cafoni, rozzi ecc hanno il patrimonio artistico più importante del mondo.....

  34. elio

    ah dimenticavo sono fiero di essere "mammone" altro tipica caratterizzazione italiana....ma questi mammoni hanno creato la "pietà di michelangelo" una delle opere d'arte più grandiose che siano state create ed espressione dell amore materno.....

  35. Morena

    Cara Carole,
    volevo intervenire nella discussione poichè da italiana mi sento chiamata in causa. Non voglio sproloquiare in queste inutili e sterili discussioni su chi sia il popolo migliore (semmai ce ne fosse mai uno) ma preferisco focalizzare l'attenzione sull'individualità delle persone: quelli che puzzano, i maleducati ed i cafoni ci sono dovunque, per non parlare degli ignoranti che sono spesso la maggioranza (specie in questo delicato momento storico globale).
    Da italiana mi spiace dover costatare che (evidentemente) le sue esperienze interpersonali a Milano siano state tutte negative (un "padrone di casa" vuol sempre che il proprio "ospite" si trovi bene nella propria dimora), ma non posso non ricordarle che di certo lei non può essere considerata un dato sensibile al fine di stabilire quanta ignoranza ci sia in Italia e soprattutto Milano è solo Milano, ed una città per quanto urbanisticamente popolata non è un campione ed uno specchio affidabile del paese (tra l'altro credo sia inutile sfociare in valutazioni da dato Istat).
    Dell'ignoranza più che l'analfabetismo temo la chiusura menatale che questa porta con se.
    L'abbinamento migliore, lo stilista più in voga ed il capo firmato sono fini a se stessi e poco importa chi vince (se qualcuno vince), per non parlare del tanto amato e contestato bidet (che per amor di cronaca è stato inventato dagli italiani nel meridione ed utilizzato da essi dal 1700, anche se in effetti l'invenzione più sorprendente rimane l'acquedotto ad opera dei romani già dal VII-VI a.C.).
    Per quanto riguarda il sistema universitario italiano c'è stato effettivamente un calo dell'istruzione da 20-15 anni a questa parte, ma dobbiamo in primis ai greci ed ai romani poi l'istituzione di quest'organo culturale.
    Infine, mi duole notare che una dimostrazione d'affetto quale l'espressione "cugini" possa generale in alcuni e chi come lei un senso di diffidenza, e/o altro poco importa. Questo nostro modo di porci è solo il modo per dirle che non vogliamo nemici, che noi italiani siamo abituati a non averne. Tra i vari popoli e nazioni c'è sempre stata una sorta di gara e talvolta antipatie che noi italiani per dna non abbiamo. Siamo sempre stati un popolo multiculturale, forse il primo che ha amministrato tante culture diverse tra loro pur comprendendo che la diversità è ricchezza e che quest'ultima non andava abbattuta ma rimasta tale. Solo negli ultimi anni l'italiano pare averlo dimenticato, ma questo è ad opera di una minoranza, d'altronde (ed il cerchio si chiude) ritorno al punto di partenza, gli ignoranti ci sono davvero da per tutto.

    <>. Dante Alighieri.

  36. Morena

    "Oh creature sciocche quanta ignoranza è quella che v'offende". Dante Alighieri

  37. elio

    brava morena ogni popolo ha io suoi pregi e difetti...ed ogni cultura cresce sulle spalle di quelle precedenti...contribuendo all'evoluzione del genere umano....allora che cosa dovremmo dire dei tedeschi?potremmo parlare solo dei campi di concentramento o anche del contributo che danno all'umanità?ci sono italiani che buttano la carta per terra e italiani che creano la cupola di michelangelo....francesi maleducati e francesi per bene

  38. vega

    carole, quanto all'ignoranza vogliamo parlare dei numerosissimi francesi (gente laureata che lavora in case editrici) che scrivono l'infinito al posto del participio passato? questa non è ignoranza è analfabetismo vero e proprio. quanto all'università, io l'ho fatta a bologna, ho avuto tra i miei professori umberto eco oltre a molti altri ottimi docenti. per quasi ogni esame oltre a dover studiare vari testi dovevamo scrivere una tesina di 20-30 pagine. La mia tesi di laurea era di 250 pagine + 10 pagine di bibliografia, mi risulta che in Francia il mémoir per la maitrise è di 50-60 pagine. In erasmus ricordo che per gli esami (anche agli studenti francesi) non era richiesto di leggere i libri ma solo di fare dei ridicoli exposé o consegnare degli altrettanti ridicoli paper. Ricordo studenti francesi di teatro che non avevano mai sentito nominare Artaud. Un'altra che non sapeva chi fosse Sartre.
    Lei mi sembra la caricatura della francese snob

  39. Irene

    Cara Vega,
    mi hai tolto le parole di bocca!
    Io ho studiato sia in Italia (laurea vecchio ordinamento con tesi simile a quella di cui parli...) e 2 master in Francia (di cui uno in una famosa "grande école") e posso confermare che qui con un paio di exposé e di dissertations te la cavi... e anche solo con le nozioni di Storia dell'Arte avute al Liceo sbalordisco sistematicamente i miei amici francesi quando ci troviamo davanti ad un monumento o ad una mostra di pittura o ad un opera al Louvre...
    Per non parlare dei colleghi ("quadres") che scrivono nelle mail
    "Irene, je t'ai déjà parler de ça? Tu n'a cas m'envoyé une invite et on vera ensemble quoi fair" (!!!!!!!)

  40. marianna

    Ciao a tutti! sono capitata per caso su questo blog (complimenti, ci passerò adesso spesso) e vorrei condividere la mia esperienza: sono appena tornata da quella che la mia proprietaria di casa chiama experience exchange mensile. Vi spiego: il mio incubo caccia alla casa a parigi si è risolto abbastanza rapidamente,perché alla mia seconda visita mi sono imbattuta in questa elegante signora francese Solange, la quale pare aver riconosciuto in me il puro charme italiano ( lei cosi’ dice). E’ da agosto quindi che mensilmente ( la domenica) ci incontriamo per visitare un museo e farci due chiacchiere in caffetteria. Lo so, il mio è un caso più unico che raro, ma volevo sottolineare qui quanto una donna non più giovanissima come Solange , sulla settantina, parigina doc, ma vissuta a cuba, in messico, sia cosi’ moderna e pronta, all’occorrenza,a criticare italiani, francesi , cubani , americani etc etc e allo stesso tempo elogiarne le qualità senza finire nei luoghi comuni della chiassosità degli uni e delle scarse condizioni igieniche degli altri etc etc e quanto invece sia anacronistica Carole, ancora legata al termine “aristocratico”, la quale ha forse dimenticato che gli ultimi sono stati ghigliottinati un po’ di anni fa!
    Se devo procedere per associazione,preferisco, dunque, pensare a i francesi modello Solange : moderni, cordiali, discreti e aperti verso il diverso ( italiano o rom che sia) lontani insomma dal modello Carole , pieni di pregiudizi e non in grado di andare oltre l’etichetta dei nostri abiti…cosi’ allo stesso modo, spero che ci siano ancora italiani simpatici e colti, pur consapevole di dovermi scontrare spesso con gente chiassosa e snob in Italia come in Francia!
    PS: a questo punto bisognerebbe chiedere a tedeschi e inglesi, se e quanto essi si ritengano pari di Carole :)

  41. Mariò

    Buongiorno a tutti. Mi chiamo Mario, sono italiano e vivo in Italia.
    Amo la Francia, sono stato alcuni mesi a Parigi e trascorro in Francia tutte le vacanze che posso (parigi e non).
    Cerco di tenermi informato su ciò che accade in Francia tramite internet e le tv satellitari, se un film è francese per me ha la precedenza sugli altri.
    Mi definirei quanto meno un simpatizzante.
    La stucchevole polemica italiani vs francesi mi ricorda quella romani e milanesi. Io sono milanese ed italiano, non sono contento del mio paese, della sua classe politica e di come funzionano molte delle cose che hanno portato molti di voi ad espatriare ma spero di non appartenere mai ad alcun "2% di pari grado". Il provincialismo che permea dalle parole di taluni mi infastidisce, siano di parigi, roma, milano, marsiglia, tokio o new york.
    Tutto il mondo è paese.
    Saluti

  42. Giuseppe

    Salve a tutti
    Francesi ? Io in 4 anni che sono a Parigi ho conosciuto gente venuta da :Algeria, ,Tunisia, Marocco, Senegal, Russia,Peru,Mali,Costa d'Avorio, etc etc ma di francesi (a parte qualcuno venuto dalla Guadalupa) non é che ne ho conosciuti tanti !! :-)

  43. lina

    Ciao a tutti e Buon 2011 a tutti. Mi chiamo Lina e sono a Parigi da tre mesi, vorrei aiuto per conoscere meglio la città ( io sono nel 93 Saint Denis) e qualche dritta per trovare lavoro.....
    grazie per il blog: è fantastico .... Lina

  44. David

    Carissimi,
    giusto un breve flash della mia esperienza : da 20 anni a Parigi, ex Erasmus, ex dottorando francese, ex squattrinato studente in cerca di alloggi in affitto (praticamente mai discriminato per le mie origini) vittima durante i primi anni di domande speciose del tipo : ma perché sei qui in Francia ? (sottinteso : ma devi proprio restarci...) ma tutto sommato perpetrate da una minoranza becera di categorie socio-professionali poco aperte ( l'ignoranza crassa la trovi dovunque).
    Anch(io mi sono all'inizio ritrovato a mettere in evidenza la storia del bidet e quant'altri cliché inversi. E' naturale passare da queste colonne d'ercole dei cliché, sia per la giovane età, sdiape la residenza limitata o recente qui a Parigi.
    Pero' a un certo punto succede, complice la citta' multiculturale, ma anche la Pizza e il Tirami Su fatti in casa, che si é sempre piu' capaci di esportare la propria italianita'positiva, che riusciamo a interessare ancora di piu' i nostri colleghi di lavoro, i quali cominciano ad ascoltare la tua storia perché vogliono capire co'e' un italiano , quale é la storia recente e anche meno recente dell'Italia, non ti dicono che il vino francese e' meglio, anzi vogliono conoscere le analogie e le differenze fra i vini (un Gigondas e un Brunello possono fare furore, se bevuti con un buon cinghiale alla toscana o un Boeuf Bourguignon), si possono incminciare a chiedere se Sarko non e' che un Avatar di Berlusconi, si rendono conto che lavorare con scienziati italiani formati in Italia e' spesso un atout per tutta la squadra perché portano un angolo d'attacco diverso, e addirittura in Francia e' possibile far parte dell'alta amministrazione dello stato francese rimanendo italiani (o spagnoli, o inglesi) senza che questo scandalizzi nessuno. Puoi essere anche capace di urlare "Campioni del mondo" nel mare del silenzio di una notte del luglio 2006, andare in giro con la bandiera italiana nelle strade deserte e meste di Parigi e poi farti invitare a bere una coppa di Champagne dai vicini di casa francesi....Io amo Parigi, ma certo se Roma avesse lo stesso livello di amministrazione e gestione sarebbe la piu' bella citta' del mondo in assoluto (e i francesi intelligenti amano l'Italia e naturalmente ci considerano cugini) .
    Purtroppo, in Italia esiste un degrado di valori e della cultura, con un aumento diffuso della cafoneria e dell'individualismo non solidale, ma purtroppo cio' non ha niente a che vedere con l'essere italiani, ma solo con l'essere figli delle crisi e del Berlusconismo. Mi dispiace dirlo, ma anche la Francia non e' esente da questo tipo di deriva, e se non troviamo tutti insieme una riscoperta di valori comuni, si rischia grosso TUTTI. E il primo passo e' la lotta contro tutte le forme di xenofobia, sia quella degli altri che la nostra.Mostrando il meglio della nostra cultura ,partendo da pizza e pasta, ma sforzandosi ad andare ben oltre, accettando di prendere il tempo di far fare questo viaggio iniziatico nella nostra cultura, nella nostra storia, e anche nel nostro essere un po' "vitelloni" ma mantenendo la nostra autoironia.
    La segretaria del mio laboratorio (non certo un aristocratica alla "Carole") , anni fa mi ha parlato con passione del suo amore per Erri de Luca e per Roberto Benigni. Forse non stiamo parlando di Ariosto e Michelangelo, ma e' sintomatico. Fellini, Pasolini, Moretti, Gasmann e Mastroianni hanno diritto piu' regolarmente a una retrospettiva qui a Parigi che non in Italia.

    Insomma, forse sono un po' vecchio e pedante nel mio intervento, ma provate an andare oltre ale vessazioni di una minoranza, riflettete voi stessi sui caedini della vostre origini italiane, e poin non avete che da esserne ambascaitori a ogni moento : il resto vien da se', e per di piu' arriverete a discriminare i migliori parigini e francesi, queli per cui vale la pena di essere Italiani e Europei !!!!

  45. David

    E scusate per gli innumerevoli errori tipografici del post precedente, sono un po' stanco e non ho avuto voglia di rileggermi.
    Mille scuse.
    David

  46. vega

    carole batti un colpo se ci sei... rispondi sui francesi laureati che fanno gravissimi fautes d'ortographe... e sulla modalità di sostenere gli esami in francia, con gli exposé o le tesine di 5 pagine tipo quelle che io facevo alle medie, anzi alle elementari... la mia impressione dell'università francese è stata davvero pessima, anche se poi ammetto che ci sia un salto di qualità in sede di dottorato (ma non certo di master)

  47. Sophie

    Sono francese e sono davvero sconvolta nel sentire Carole. L'unico commento che posso fare è: Ma dato che non ti piace l'italia e ti senti culturalmente e intellettualmente superiore... ma perchè non te ne torni in francia?l'ignoranza dilaga ovunque. Tutte queste affermazioni sono davvero ridicole.
    Ho appena finito una laurea triennale facendo sempre per un corso anche 4 esami. ho fatto più esami scritti che orali (studiando in media 4 mattoni quando andava bene, quando andava male anche 8). la mia tesi è lunga 194 pagine e mi sono studiata e preso ripetizioni di cinese (non faccio lingue orientali)..
    Colui o colei che denigra le università estere o fa commenti maligni su altri popoli è soltanto una persona piccola.
    In francia per passare un esame basta studiarsi gli appunti delle lezioni! Mentre, almeno nella mia università italiana, oltre agli appunti bisognava studiare una consistente bibliografia.
    E' vero che l'italia è piena di difetti, ma anche la francia non scherza. La francia si sta ammalando del "cancro italiano" per quanto riguarda la politica.
    E' facile criticare il prossimo.
    Essendo figlia mista posso dire che la mia infanzia francese è stata migliore di quella italiana, perchè non sono stata vittima di cattiverie o bollata come diversa. Mentre in italia, purtroppo, è accaduto il contrario. Ma ciò non mi autorizza ad insultare gli italiani.
    E' vero che la stragrande maggioranza è ignorante, ma c'è chi vuole avere un futuro migliore e c'è chi è molto colto.
    E' anche vero che c'è una grossa fetta di francesi che non considerano gli italiani "cugini" o non si sentono in "competizione",appunto perchè si sentono superiori..
    Non capisco tutta questa insulsa "rivalità" o la gente che emigra e poi getta fango sui francesi o viceversa.
    Io sono orgogliosissima di essere francese, ma non sputo nel piatto dove mangio.
    Non bisogna essere francesi, tedeschi o inglesi per essere rispettati. E' vero che avendo una certa cittadinanza sei aiutata all'inizio. Ma solo le persone ignoranti si fermano sui classici, vecchi e noiosi stereotipi.

  48. Un italiana a Parigi

    Cara Carole, da brava Italiana che vive a Parigi, ti dico vattene perché non sei degna di risiedere su suolo Italiano, mostri di essere la classica "cafard" francese.
    Torniamo sull'argomento della cultura, lei abita a Milano da 12 anni e ancora fa sbagli ortografici e grammaticali, sicuramente non parlerà l'italiano tanto bene, perche é ovvio che lei scrive per come parla.
    Inquanto alla superiorità francese io sono qui da 3 anni e non la vedo in nessuna cosa, tranne che nell'ordine e nella cortesia che manca in Italia, per il resto i francesi in media sono persone represse e triste oppure rigidi e arroganti. In entambe i casi non vedo persone contente, anche le madri sono aggressive e intolleranti con i loro bambini, spesso vedi delle madri strillare come pazze sulla strada con i loro bambini - infatti da come Carole scrive transpira la classica istericità della donna francese!!
    Parliamo di igiene, tanti di loro vivono in case sporche che puzzano, io nella mia ricerca per un apartamento ne ho visitate tante ed in alcune sono dovuta scappare perchè mi veniva da vomitare. La zozzeria che ho visto nelle case qui a Parigi non l’ho vista in nessuna casa italiana!
    Ho visto ragazze per strada con le calze rotte e consumate, o con qualche macchia sulle scarpe o sui vestiti, e tante escono con i capelli spettinati, detagli che si notano quando sei abituata ad una certa precisione estetica come l'abbiamo in Italia, e loro lo sanno, infatti sotto sotto ci invidiano! E non è vero che Parigi è la città della moda perché piu del 50% delle robba che vedi é sartoria italiana, l’Italia ha piu stilisti della Francia e tanti stilisti francesi si ispirano ai trends che escono da Milano. Lo sa tutto il mondo che la moda esce da Milano!
    E per finire in bellezza gli italiani hanno una cosa in particolare che ci invidiano, la bellezza estetica, i francesi hanno una predisposizione genetica alquanto semplice, semplice, molto semplice, la maggioranza di loro sono pallidi, magri con visi scarnati e tante rughe dovute a una pelle sottile e tanto fumo, la maggioranza ha le labbra sottili e i denti poco curati. Insomma la donna media francese non é carina come Sophie Monceau , e per questo motivo sono tanto contenti di avere Monica Bellucci , perché belle donne come lei non se ne vedono qui.

  49. Arturo

    Evidentemente è gente che può scegliere. Io voglio, Je veux- non voglio- je ne veux pas! IO ho affittato,casa mia! Quanto di più caro avessi al mondo! Perchè ho dovuto trasferirmi da una città all'altra D'ITALIA a due studentesse ERASMUS dal Belgio e dalla Francia. La casa è stata trattata con cura ma: A)POTEVAMO SCEGLIERE. Non era necessario. L'affitto, però significava avere più soldi al mese nella città dove vivevamo.
    B)Era italiano la persona garante.
    C)Se ci rifiutavamo rispondendo:“ah…ma lei è belga…allora no.E' interdetto l'ingresso ai belgi.....lei è francese? Allora no.Non vogliamo francesi”. ......no ragazze aspettate scherzavamo,mica tanto.Era il 2002 l'€uro era fortissimo. Abbiamo pensato invece che ci sono persone che la pensano come,un'italiana a Parigi,e Sophie. Che entrambe ringrazio, i soldi dal 2002 al 2012 hanno "pagato" in tutti i sensi.Ce li sognavamo se non avessimo affittato la casa alle studentesse,Carole.

  50. Stefano

    Arturo/Carole, posso dire di non aver capito nulla del tuo intervento?

  51. Arturo

    E'certo Stefano che puoi! Mi sono spiegato infelicemente. Ora mi spiego meglio. Potevamo fare i razzisti anche noi quando le studentesse ERASMUS da Belgio e Francia volevano fittare casa nostra per il periodo universitario. Ma il buon senso ci ha consigliato di non farlo perché non sai mai se un domani puoi rimpiangere i soldi che non hai preso per non aver dato in affitto a due studentesse casa tua anche se per orgoglio,alla vigilia di un trasferimento da una a un'altra città italiana. Buon senso che ti dice i soldi più ci sono più sei tranquillo. Che ragazze come Un'italiana a Parigi e Sophie hanno avuto criticando Carole.

  52. Arturo

    Carole,gli italiani non sono visto come di serie B, ma sono vistI semmai,come di serie B. mentre Inglesi e Tedeschi per esempio pur se piu' odiati sono anche loro di serie A.
    Già! Ma quando NOI guardiamo, VOI,i Tedeschi,da persone di serie B perché non ci sentiamo inferiori a nessuno. Allora, si! Che sia voi che i crucchi si arrabbiano. Io- 2006- Monaco di Baviera- scazzottata con un tedesco, perché NON volevo essere suo amico.

  53. Arturo

    A Napoli:Oh! Dio, oh Dio, le blatte staccano a morsi anche le teste degli esseri umani!
    - Cosa?
    - Si!
    - Scappi, presto!
    - Ma avevano detto che erano grosse solo sette centimetri.
    - Chi?
    Le blatte!
    - Si! Ma la blatta che stacca la testa a morsi è la blatta Le Figaro!
    - Oh! Dio, O Dio, le blatte staccano a morsi anche le teste degli esseri umani!
    - Oh! Dio, O Dio, le blatte staccano a morsi anche le teste degli esseri umani. Di nuovo un' invasione francese!

  54. Arturo

    Da Napoli al Tour: noi abbiamo il problema delle blatte ma voi quello dei chiodi. Guardiamo a terra quando camminiamo, no?

  55. Pingback: E se l’italiano fosse solo un’invenzione per pubblicizzare la pitzà?

  56. Arturo

    Non ho capito quello che vuoi dire,però.
    Puoi spiegarmelo per favore?

  57. Arturo

    Ho capito.Ho capito,adesso.
    Mah,sarà!Resta in fondo il fatto che specularmente a loro, amo la loro terra meravigliosa.Loro di meno[]Noi francesi amiamo l'Italia.Di meno,gli italiani.
    (risposta speculare dalla parte francese dello specchio.)

  58. patrizia.carini

    Cara Carole, è un pò che non cinguetti più.Non sarà che te ne sei tornata in Francia,liberando tuo marito della tua presenza? Infatti spero che abbia avuto i coglioni per rimandarti in Patria. Io sono milanese e non cambierei la mia città che è raffinata,soave e aristocratica, per dirla in breve proprio l'opposto di te! Che fine hai fatto,siamo tutti in ansia ! Una milanese .

  59. Arturo

    Patrizia, da Italiano a Italiana, da me a te.
    IGNORIAMOLA.
    P.S. a me non manca, senza ansia poi, non mi manca anche di più.
    A proposito; vorrei venire un pò nella tua Milano, magari a gennaio.

  60. Arturo

    Patrizia; non stuzzicare l'uccellino (Carole), se ricomincia a cinguettare ci toccano per punizione: l'orgoglio, il senso di superiorità, la conseguente arroganza, e l'ottusità. Io non li posso soffrire, l'ignoro. E tu?

  61. patrizia.carini

    Bravò, se ti piace la Francia ti piacerà sicuramente Milano,perchè non ha nulla di mediterraneo e in più i milanesi hanno il cuore in mano a differenza dei mangia lumache. Comunque il nostro è un Paese bello, allegro,pieno di entusiasmo, e allora che ci importa di Carole? Una milanese

  62. Arturo

    La Francia si,l'adoro. I Francesi,molto ma molto di meno ed è un eufemismo. Sono: presuntuosi, arroganti, prepotenti, rompi palle, permalosi, orgogliosi, e su questo posso almeno dare loro ragione.
    Pensa Patrizia che Gesù disse: "Padre, perdona loro..... Ma i francesi, no.
    - Ma come figlio mio, perché i francesi no?
    - Perché Padre? Perché hanno detto che io non sono perfetto.
    - Vabbè figlio mio, ma tu non puoi prendertela per questo.
    - Giusto Padre, infatti non è per questo che me la prendo.
    - E per cosa, allora?
    - Perché secondo loro; io! Io non sono perfetto perché non sono francese.
    ;-)

  63. patrizia.carini

    Caro Arturo, è così noiosa la perfezione.Noi abbiamo tanti difetti e per questo forse siamo più simpatici.Comunque io non cambierei il mio Paese e la mia città per nulla al mondo. Certo dobbiamo sforzarci per migliorare. A questo mondo c'è posto per tutti; forse non così in paradiso! Ti abbraccio. Una milanese

  64. Talelbano

    Premesso che pregiudizio e luoghi comuni sono direttamente proporzionali all'ignoranza. Premesso anche che, scavando ben bene, scopriamo che molto dell'"ODIO" razziale nei confronti degli italiani e dato da un'irrazionale invidia nei nostri confronti e nei confronti de nostro paese che è, di fatto, alle origini di tutte le culture europee e non solo, ha il patrimonio artistico più importante del mondo, ha sfornato una quantità di geni che tutto il resto d'Europa nemmeno si sogna di poter mettere insieme, ha un senso dell'estetica esagerato, ha un senso della meccanica ineguagliato, ha un arte della cucina mostruosa. Per contro ha anche un senso della cosa pubblica pari a zero, un senso d'appartenenza insistente, una classe politica inconsistente e dannosa, un bassissimo senso civico, dei modelli di riferimento nefasti, una scuola ed una classe insegnate in continuo declino, un sistema legale fuori del tempo, uno spiccato autolesionismo ed ultima, ma non per l'ordine, una crescente "FURBITUDINE" a scapito dell'intelligenza e della preparazione concreta.
    Se avesse avuto ragione Metternich?
    Comunque da italiano, orgoglioso di esserlo, posso affermare che il nostro problema fondamentale e che non siamo un popolo ma abbiamo la fortuna di avere grandissime individualità. Forse le due cose non possono stare insieme o forse si? Sta di fatto che come “ETNIA” non siamo classificabili, non siamo, per fortuna, omogenei, non abbiamo la maggior parte delle cose che ci accomunano, anzi. Questo insieme di aspetti positive e negativi ci espone a feroci critiche contro le quali non siamo mai stati in grado di fare fronte comune. Siamo così, ad a me va benissimo.
    Talelbano

  65. Arturo

    Talebano. Penso che la tua idea espressa non sia, è perfetta.
    Non aggiungo nulla quindi, sarebbe inutile.:-)

  66. Arturo

    (Pompei tentativo di furto di un mosaico, per scommessa, e portarlo a Parigi da parte di un parigino. Vedi Corriere Della Sera 4 oppure 5/08/14)
    Ueeh Lupin! Stavolta te andata male eh?
    I soliti francesi.

  67. Aldo

    Basta un nome CATERINA DE MEDICI.

    Introdusse le posate e insegnò ad usarle.

    Ed inoltre, disgustata dall'orrenda cucina, si portò dall'Italia cuochi pastai gelatai per insegnare a mangiare ai francesi.

    In soldoni la cucina, l'alta cucina, francese è quella rinascimentale Italiana della Toscana e di Venezia.

    Non possono neanche vantarsi della loro ( cioè nostra ) cucina...

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