Da Parigi alla luna

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[Tonio torna a farci sognare, questa volta con un racconto che ci porta da Parigi alla luna attraverso le opere di Georges Méliès e del gruppo AIR. Buona lettura (e buoni sogni) dalla Redazione di IAP]

A Parigi è possibile tutto, persino compiere un viaggio sulla luna. Mi perdonino, dunque, gli amici americani se personalmente ritengo che, in tema appunto di voyage dans la lune, sebbene siano stati loro i primi a lanciare in orbita le navicelle spaziali e a mettere piede sul suolo lunare, devono tuttavia riconoscere che, storicamente, la loro prima vera opportunità di assistere ad una vera e propria avventurosa finzione cinematografica ( alla Giulio Verne per intenderci) è stata offerta loro dal genio parigino di Georges Méliès.

Il fantastico filmato made in Montreuil fu realizzato dal regista francese nel 1902 ed ecco che una copia contraffatta e quindi illegale, venne frettolosamente distribuita negli USA, ad opera di Thomas Edison (  chi l’avrebbe mai detto per l’inventore della lampadina ? ).
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Tutto questo è tornato ad essere di grande attualità quando lo scorso anno venne presentata al Festival di Cannes una costosissima versione restaurata del film di Méliès, a distanza di ben 109 anni dal suo esordio; ma questo non è l’unico motivo di tanto interesse sull’argomento.

Non era comunque facile  comprendere certi generi di rappresentazioni dato che il cinema, all’epoca, si basava essenzialmente sugli effetti speciali delle scene ( per chi volesse sperimentare dal vivo consiglio di visitare, qualora non l’abbia ancora fatto, gli Studios nella vicina Disneyland ) anziché narrare storie di vario genere. Con la mancanza, però di apposite spiegazioni o di didascalie a fondo schermo ecco che il delicato compito finale spettava all’imbonitore che doveva dare senso a ciò che veniva visionato dal pubblico presente in sala attraverso spiegazioni personalizzate e battute spesso colorate.

Oggi che questa romantica figura non esiste più, né a Parigi né altrove, sono invece i musicisti a svolgere in un certo senso un’importantissima funzione parallela, dando spazio all’immaginazione del pubblico attraverso effetti sonori sofisticatissimi e scenografie mega-galattiche..

Chi non conosce, ad esempio, gli AIR ( acronimo di Amour, Imagination et Rève per chi non lo sapesse ) il duo di musica elettronica di Versailles ? Ebbene, “Voyage dans la lune” oltre ad essere il sesto album del gruppo è soprattutto la colonna sonora del celebre film di Méliès, nella recente riedizione.
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Nei giorni scorsi al Trianon di Parigi si è tenuto un interessante concerto degli “Asteroid Galaxy Tour”,  gruppo danese divenuto celebre grazie alla musica prestata ad alcuni noti spot pubblicitari ( ma la loro vera grande occasione avvenne, comunque, quando Amy Winehouse, nel 2007, li scelse come gruppo-spalla nel suo live di Copenaghen ).

In questo caso il genere di musica non è preminentemente quello spaziale, nel senso che Moog e Vocoder non tendono a prevalere rispetto agli altri strumenti tradizionali, così come avviene invece per il gruppo francese degli  AIR.

Termini particolari come Asteroid e Galaxy, comunque ( parlo soprattutto per me e per quelli della mia generazione ) proiettano automaticamente la nostalgica immaginazione verso la fine degli anni ’70, quando Parigi ( così come avviene nella realtà per le città americane di Huston e Cape Canavaral ) costituiva la base operativa di lancio per Christian Le Bartz, Alain Maratrat, Gerard L’Her,  Fabrice Quagliotti ed Alain Groetzinger, cinque fantastici  astronauti-robot col viso cosparso di crema argentata e vestiti con tute spaziali in tessuto argenteo, accomunati da un grande amore per la musica e da quelle spettacolarissime ed indimenticabili performance dei Rockets.

Se è vero che in quegli anni meravigliosi i laser nei concerti non li adoperavano neppure i nostri Pooh è altrettanto vero che un sostanziale contributo all’immagine di questo mitico gruppo francese divenuto popolarissimo in tutta Europa ( in Italia in particolare ) e scomparso man mano negli anni come una meteorite, è stato dato nel 1975 dai fratelli Jacobacci ( ed ecco che finalmente entriamo concretamente in scena anche noi italiani ), realizzando dalla sede di Menilmontant due chitarre originali ed inusuali che, a rispetto dell’intero contesto scenografico cosmico, raffiguravano rispettivamente il sole ed il dio Inti, simbolo arcano e misterioso degli antichi Inca.

Tonio Scanderebech

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Posted on by Redazione Parigi in Arte e Spettacolo, Cinema, Cultura, Curiosità, Esperienze, Varie

2 Responses to Da Parigi alla luna

  1. Irene

    Grazie, Tonio... dai tuoi articoli si imparano sempre tante cose! Pensa che sono stata ad un concerto degli AIR ma ignoravo assolutamente cosa volesse dire l'acronimo... nonché avessero fatto la parte musicale di questo film così "fatato"...

  2. raul franceschi

    Gli amerciani hanno messo i primi il piede sulla Luna, ma i primi a lanciare navicelle spaziali sono stati i russi!!!!

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