Imparare il francese a Parigi vol.2: gli acronimi

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[Foto: Comitato Protezione Lingua Francese]

Tra le difficoltà che incontra il povero italiano che giunge in terra di Francia c’é certamente la lingua. Siamo forse concordi nel dire che il problema non é irrisolvibile e che dopo pochi mesi si é già in grado di comunicare (ricordo, in ogni caso, l’utilissima guida). Ma vi sarete forse accorti che il francese scolastico non basta per salvarsi dallo stress della vita moderna perché i cugini hanno sviluppato la simpatica abitudine degli acronimi e delle abbreviazioni… Se dopo qualche tempo si familiarizza con il PSG, il PDG, l’SDF (che non é lo Stade De France), la CAF, le SAMU, la CB, il DAB , il bobo, il BCBG, la secu o il resto a chi non é mai capitato di trovarsi in dialoghi surreali (spesso quando si arriva in un nuovo posto di lavoro)? Del tipo “t’as preparé le CR du steer-co pour la DG?”, “tu pense quoi de l’affaire DSK?”, “parle avec le DRH“, “il est diplômé d’HEC. Il a un CDD dans une TPE et habite dans une HLM“, “ecris-moi une EDB pour la MOA pour répondre à l’AO“  o, peggio, se entriamo nel tecnico “les BHP et les BAP dans le BTP et les OA“….insomma, di che staccare la spina al primo quarto d’ora della riunione…

Ma come scordare poi che in Francia é in vigore una legge per la protezione della lingua (e qui già ci sarebbe da discutere per quanto scritto sopra..)? si perché alla smania per le sigle si aggiunge la volontà di tradurre tutto in francese. E così, appena arrivato a Parigi nel 2001 scoprii (tra lo stupore generale per la mia ignoranza, anzi, direi che erano tutti MDR) che la malattia del millennio é la SIDA e che é l’ADN che contiene le istruzioni genetiche degli organismi viventi…(ma chi non conosce del resto l’OTAN, l’OMC o non ha mai visto un OVNI?)
Qualcuno potrebbe pensare che il linguaggio informatico si salvi da questa smania di traduzione fino a quando non incroci la souris o il “disco duro”. Poi scopri che l’octet in realtà é il byte e dopo un po’ capisci che forse non é un caso..
Ma stanno davvero così le cose? I canadesi francofoni “accusano” i francesi di inquinare la lingua con anglicismi (salvo poi cadere sul clutch du char et similia) ed in effetti ti rendi conto che inspiegabilmente esistono i sandwich, la hit-parade, il parking,  le ticket, etc etc con effetti a volte comici…(ma credo che anche i francesi ne siano consapevoli visto che pure loro a volte ci si perdono …SPQF!)

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Insomma, é capitata anche a voi qualche incomprensione di questo tipo?

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Posted on by Stefano in Cultura, Curiosità, Esperienze, Glossario, Istruzioni per l'uso, Opinioni, Società, SPQF

11 Responses to Imparare il francese a Parigi vol.2: gli acronimi

  1. Irene

    Quel che è peggio è che spesso se chiedi ad un francese cosa vuol dire una sigla, non lo sa! Ovvero ne conoscono il senso ma non per cosa stanno le lettere che la compongono!

  2. Tonio

    E facciamo anche capire ai nostri amici francesi che FNAC equivale a "Federation Nationale d'Achat des Cadres" e non come si è portati a pensare, data la precarietà dell'attuale situazione economica e sociale internazionale, "Francesi Non Ancora Convinti".

  3. Davide

    Vogliamo parlare del "grand chelem" de tennis (alias "grand slam"), du VTT (vélo tous terrains) al posto della mountain bike, del "courriel" al posto dell'email, del "mégaoctet" al posto del megabyte" etc etc etc

  4. vinicio

    Sull'uso delle sigle in francese si può chiudere un occhio ma sugli inutili e dannosi anglicismi sono pienamente d'accordo! Perlomeno i francesi hanno un po' d'orgoglio! La lingua italiana ormai è farcita di anglicismi a livelli che non hanno riscontro nel mondo

  5. Irene

    Ieri ho visto scritto Cédérom ...
    (e stamattina: Andréa Pirlo... con l'accento sulla E perché non si può senza, pare in mutande, eh!) :)

  6. Arturo

    Compriamoci un, FOGLIETTO PER ANNOTAZIONI,ovvero block notes signore e signori! E usiamo il francese scolastico, scriviamo, e facciamo leggere a loro: Madam, monsieur, si il vous plaitte dico, si il vous plaitte, nou volevon- volevan savoire l'indrisse, - Oui!- - Si il vous plait, pour aller ou nous devons aller, vers ou devon aller? Dopo la risposta: Vous n'avez comprì rien.

  7. Arturo

    Dimenticavo:....c'est une simple information, eh!

  8. Pingback: I JO a Parigi (bref, presque...)

  9. raul franceschi

    Siamo noi italiani che siamo ridicoli, altro che. Ormai l'italiano é una lingua morta. Non si fa neanche più lo sforzo di inventare le nuove parole, si usano direttamente quelle del "padrone", cioé quelle americane. L'italiano stà diventando un sotto-dialetto americano ridicolo come provincialismo. Nella patria di Dante al parmanento fanno il "question day"!!! RIDICOLO. Dello volte provo vergogna nel vedere quello che é diventato il livello culturale italiano!!!!

  10. chiara

    sareste così gentili da dirmi come si traduce in francese l'acronimo R & D (Recherche et Développement) e Dt sector ( Drive Technology)? credo Technologies d'Entraînement.. ma se mi aiutate apprezzo e ringrazio molto.
    chiara

  11. Antonello

    Ah, allora non sono il solo a pensare che questi sono pazzi con gli acronimi..

    In ambito universitario è ancora peggio, esagerano alla grande, con degli acronimi impronunciabili di cui non si trova traccia sulla Terra del significato..

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