E se l’italiano fosse solo un’invenzione per pubblicizzare la pitzà?

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[Dopo le meritate vacanze estive, IAP è di ritorno! Questa volta diamo il benvenuto ad Elena che ci propone il suo punto di vista sulla Parigi culinaria pseudo-italiana. Che ne pensate?

Non dimenticate la possibilità di contribuire a IAP se anche voi avete delle storie parigine da raccontare!]

Avvertenza : gli aggettivi di nazionalità contenuti in questo intervento non hanno altra accezione che quella di provenienza

Italiani a Parigi: e se provassimo a guardarci con i loro occhi? Quelli di questi parigini, o per lo meno di questi ‘abitanti del crocevia parigino’ : chi sono questi fantasmagorici italiani?

Fortunatamente su questo blog si parla per esperienze vissute, e allora vi dico lavorando a contatto con la gente, mi è capitato di soddisfare l’interrogativo della provenienza di questo petit accent (bellissimo eufemismo per dire che hai un accento grosso come una casa) e di ricevere un  Non mais, italienne POUR DE VRAI?

Al che, mi sono chiesta : ma perché, c’è forse qualcuno che ha interesse a spacciarsi per italiano? Quindi, mi sono guardata intorno. E buona norma per intraprendere indagini profonde è rivolgersi là nel debole delle persone. Ovvero, dove mangiano. Gettando quindi sguardi all’interno di ristoranti e pizzerie con nomi similmente-italiani, ho avuto la conferma che nell’80% dei casi, appunto come a volte già i nomi improbabili suggeriscono, non sono gestite da italiani. Ma piuttosto da persone dall’apparenza ‘mediterranea’.

Egiziani e magrebini nelle pizzerie. O, per sbirciare oltre il terreno gastronomico, cantanti Rom in metro vestiti con magliette della nazionale italiana, impegnati in performance rodate delle solite due o tre canzoni italiane.

Perché?

L’italiano medio residente in Italia mi risponderebbe forse che lo fanno per guadagnare di prestigio agli occhi dei francesi, perché sicuramente vuoi per vicissitudini storiche e/o calcistiche, vuoi per un’oggettiva vicinanza geografica, sarà tenuto più vicino al cuore francese un cugino italiano piuttosto che un egiziano.

Debbo deludervi, miei compatrioti. Noi abbiamo deciso di avere dei cugini francesi, ma loro non sanno di essere nostri cugini, e non hanno neanche tanta voglia di scoprirla questa parentela.

Mi sono detta che sia la casualità di trovarsi a Parigi, città profondamente cosmopolita, dove ormai le differenze e i “più vicino – più europeo” sono ormai risucchiati dalla varietà di nazionalità presenti in qualsiasi campione di marciapiede si voglia prendere in esame. Magari, chiedendo a un francese residente nel suo tranquillo villaggio vicino, otterremmo in risposta un

Mais bien sur que oui, nos cousins les italiens!

Ma non ci metterei la mano sul fuoco. E il nostro diffidente amico parigino di prima deve essersi scottato già qualche volta con ristoratori che portavano illegittimamente il marchio Italia come garanzia della qualità delle loro tavole. Ma non riuscendo veramente a giudicare se l’uovo sulla pizza sia filologicamente italiano o meno, da allora si limita a diffidarsi. E a utilizzare il proprio strumento più infallibile, da che parigino è parigino, ovvero la domanda : Non mais, italienne POUR DE VRAI?

Tanto che l’italiano è quasi un mito, che c’è ma si scova raramente, come la perla nell’ostrica, come la fava nella galette. Ma se questi parigini davvero non ci distinguono tra le tanti nazionalità, un motivo ci sarà – mi son detta. Non siamo così simili a loro… o forse siamo troppo simili ad altre nazionalità?

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Posted on by Redazione Parigi in Curiosità, Esperienze, Musei, Opinioni

One Response to E se l’italiano fosse solo un’invenzione per pubblicizzare la pitzà?

  1. Arturo

    Ci manca solo che gli venga in mente che la pizza sia nata lì, e ne sono capaci.
    Non mi sorprende che la pizza faccia mercato, come fosse un marchio di fabbrica. La pizza in realtà dovrebbe essere araba. Una specie di pane azzimo che non aveva lievito, il pomodoro è comparso in Europa non più tardi del 1492, ed ecco che nasce la pizza in Italia. La Margherita nella mia Napoli in onore della Regina Margherita di Savoia. Elena
    spiega,io non mi sprecherei neanche tanto, al parigino che: dicesi cugini di lingua tutti i popoli, noi compresi, che hanno origine dal latino. (non è una critica verso te Elena, sia ben chiaro)E siamo ad 1000.000.000. Il prossimo 1.000.000.001 diglielo tu perché a me si è consumata la lingua. Detto ciò ai francesi io non me li filo proprio. Amo la loro terra, la loro capitale. Di loro me ne frego come del modulo 730.

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