E se quella del santo bevitore non fosse una leggenda?

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[Tonio torna a trovarci sulle pagine di IAP e come sempre ci propone un punto di vista originale centrato su Parigi e sul...Buon Natale!]

Devo ammetterlo. Quella volta per capire che quella signora seduta fuori dal supermercato, in Rue de la Roquette, fosse una dei 5000 clochard che popolano Parigi ci avrò impiegato forse una settimana.

Nessuna espressione mimica da parte di quella donna, di vera o finta sofferenza che fosse o di apparente sottomissione, tipico atteggiamento di chi solitamente osa chiedere la carità. Quell’espressione seria e composta, di mille esperienze di vita e soprattutto di tanta sicurezza di sé, mi fece dunque indugiare a lungo prima di porgerle 1 euro. Avevo avuto paura di qualche risposta secca del tipo “ Ma come si permette?”, anziché (come fortunatamente andò realmente) un sorriso appena accennato accompagnato da un semplice merci a testa bassa e dignitosa.

Quella situazione, comunque, era come se l’avessi grossomodo già vissuta, magari in un contesto un po’ diverso. Ma sì, Andreas, il protagonista cinematografico de “ La leggenda del santo bevitore” di Ermanno Olmi. Anche qui fa da scenario la splendida Parigi. Per chi non conoscesse la storia, tratta dal bellissimo romanzo di Joseph Roth, Andreas viveva da barbone sotto i ponti della Senna sino a quando un giorno, incontrando per caso un signore distinto ebbe in dono 200 franchi senza, in cambio, alcuna pretesa da parte di quell’angelo sconosciuto. Non si tratta, per fortuna, sempre di sola finzione cinematografica: in questi giorni ad esempio il Corriere della Sera, riprendendo una rubrica iniziata l’estate scorsa, dal titolo “Buone notizie” ha narrato, appunto, di un signore di Milano, benestante e sconosciuto, che da diverso tempo viene spontaneamente incontro a problemi economici di diversi suoi concittadini supportandoli, in assoluto anonimato, di somme in denaro (il più delle volte di una certa importanza). Se questo potrà servire a farci in qualche modo sentire orgogliosi di essere italiani è bene anche ricordare, a puro titolo di cronaca, che nel 13o arrondissement esiste una piazza intitolata al comico Coluche, di origine italiana, fondatore dei Restos du coeur  significativa associazione francese di solidarietà insieme ad altre come Emmaus e Croix  Rouge.

Tornando al nostro santo e gran bevitore Andreas, sarebbe forse opportuno fornire qualche ulteriore approfondimento.

Se è vero che l’uomo, dopo tanta titubanza e qualche perplessità, accettò il dono in denaro da quel benefattore misterioso è altrettanto vero che egli stesso, prima di accettare, pose alla base una condizione determinante: restituire ad ogni costo, nella chiesa di Santa Maria di Batignolles, davanti alla statua della piccola Teresa ( Santa Teresa di Lisieux), quella somma piovuta dal cielo non appena le sue precarie condizioni glielo avessero consentito.

Ciò, ovviamente, non dovrebbe dar luogo ad eventuali equivoci nel senso che ad ogni azione caritatevole ed umanitaria ricevuta non debba tassativamente corrispondere una sorta di impegno, di debito d’onore; quello che invece è davvero importante è la benefica e positiva conseguenza che ne possa derivare.

Trasferendoci mentalmente da Parigi, per un attimo, in una delle prestigiose università americane apprendiamo dai risultati dell’ennesimo studio settoriale ( con non poca meraviglia e una certa soddisfazione ) che gran parte degli esseri umani che nel corso della loro esistenza abbiano ricevuto un aiuto, un’attenzione particolare, un gesto di tenerezza o di solidarietà sono portate in maniera spontanea e naturale a ripetere e ricambiare il nobile gesto verso altri fratelli bisognosi.

E’ sicuramente questa,  la vera forza ed il fine di ogni cosa ed azione umana.

A Natale, infondo, nonostante i tempi non siano di quelli più favorevoli ( soprattutto in termini economici ) basta ancora poco per sentirsi felici. Un angelo veglierà in qualche modo su di ognuno di noi e ci sarà in una chiesa, in qualche parte del mondo, dove una statua della piccola Teresa sta lì ad attenderci.

 

Tonio Scanderebech

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Posted on by Redazione Parigi in Cultura, Curiosità, Opinioni

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