Il mio MBA a Parigi #2: La missione

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[Elettra, dopo averci raccontato del suo arrivo a Parigi, torna a parlarci della sua esperienza a l Collegio degli Ingegneri, con la scelta della Missione da compiere in impresa. Italiani a Parigi ringrazia Elettra per i suoi post e vi invita, se avete voglia di raccontare la vostra Parigi, a scriverci a redazione@italianiaparigi.it. Buona lettura]

Come avevo promesso ecco a voi la seconda puntata che offre come argomento principale la famosa (o famigerata) Mission dell’MBA del CDI (Collège des Ingénieurs).

L’iter di assegnazione della Mission è in soldoni diviso in tre fasi: colloquio con la scuola per capire i vostri desideri al fine di inoltrare il vostro CV alle aziende più adatte, colloquio con le aziende che hanno selezionato il vostro CV, decisione finale.

Detto così sembra facile, ma vi posso assicurare che questo processo può durare mesi e a volte portare, purtroppo, a ritardi di assegnazione, facendo perdere al collégien una settimana (che io sappia non di più) di lavoro. Non so quanto questo sia evitabile in quanto purtroppo non tutte le aziende sono così organizzate da dare delle risposte pronte. Tuttavia questi casi sono piuttosto rari e si può dire che quasi tutti alla fine risultano contenti delle assegnazioni. Ovviamente è premiante la sicurezza nelle decisioni. Se date degli obiettivi netti è probabile che vada come avevate desiderato.

In ogni caso la Mission, che è indubbiamente una parte importante del Master, non è da considerarsi forzatamente il destino di un collégien. Mi spiego meglio.

Nel 98% dei casi, le aziende in cui i collégien svolgono le loro Mission offrono poi un contratto agli stessi a fine Master. Tuttavia molte altre aziende, partner e non, si fanno vive verso Aprile/Maggio (ultima parte del Master) per sondare i collégien e far loro proposte, quindi molti studenti non restano nell’azienda scelta a inizio anno. Tanti ex collégien si associano e mettono su delle aziende loro, altri semplicemente sfruttano il titolo e le conoscenze ottenute per avere offerte vantaggiose in Italia, all’estero o dove più preferiscono.

Per entrare più nel dettaglio della Mission vi dico che è spesso un progetto che include il miglioramento o lo”start-up” di attività in azienda. Ovviamente ogni anno è diverso, ma gli argomenti vanno dal Marketing alle risorse umane alla gestione degli investimenti finanziari di un grosso gruppo etc. Argomenti quindi spesso nuovi per una persona con una laurea scientifica, ma vi accorgerete, non così “esotici”. I corsi che seguirete durante l’anno vi daranno dei buoni input per capire che approccio avere e poi…. It’s up to you!
;-)

L’approccio del master è molto quello di buttarvi all’avventura. In genere, e non lo dico per vanto, gli italiani hanno una naturale propensione all’arrangiarsi quindi chi ha già lavoricchiato in Italia non sarà troppo scioccato da questo approccio.

Se posso aggiungere una nota personale, a mio avviso quello che noto nelle aziende francesi, o se non altro i mastodonti, è che il livello medio non è molto più alto di quello italiano, MA, perché ovviamente c’è un ma, vi è una flessibilità lavorativa maggiore. Pur stando in un grosso gruppo statale come i treni francesi (SNCF) sono rimasta colpita dalla quantità di giovani che vedo responsabili di equipe o di dipartimenti, per non parlare dell’enorme presenza femminile che, è triste dirlo, è ancora un miraggio in Italia (a meno che non si parli di segretarie…). Non vi è lo scomodo dictat del vecchio che deve essere gerarchicamente superiore al più giovane e la meritocrazia sembra esserci davvero. Almeno per quel che ho visto fin’ora
;-)

Una nota per “Storie di Metro”: ragazzi l’automatizzazione della linea 1 fa’ male ai parigini! Se già erano impanicati alla chiusura delle porte trasformandosi in una specie di fiume in piena quando dovevano entrare, ora con l’ansia della chiusura automatica sono un vero tornado! Ho rischiato seriamente di essere travolta la settimana scorsa. Impressionante
:-|
[Continua…]

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2 Responses to Il mio MBA a Parigi #2: La missione

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