Un drago a forma di nuvola …

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L’ultimo film del grande  Ettore Scola è un bellissimo fumetto ambientato a Parigi e sicuramente, nei prossimi giorni, tornerà tanto d’attualità. Protagonista di “ Un drago a forma di nuvola “ ( Bao Publishing, giugno 2014 ) è il libraio Pierre, impegnato a dividere la sua quotidianità tra la piccola libreria sul lungosenna e sua figlia Albertine, muta e costretta ad una sedia a per un brutto incidente accaduto quand’ era ancora piccolina.

La storia,  sotto certi aspetti, fa venire in mente le suggestive scene cinematografiche di “Quasi amici”, con la variante che nella bande dessinèe, anziché un beniamino di colore, vi è un padre francese di 56 anni di età e 110 chili di stazza corporea, a prendersi amorevolmente cura della propria figlia. La dolce Albertine ha avuto la sventura di essere privata, sin dall’ età più tenera, di un’esistenza normale; un buon libro scelto e letto dal padre ogni sera, le sarà utile ad evitarle un senso di vuoto, facendole vivere un’esistenza parallela che, attraverso quel sentito dire, la conduca comunque a trascorrere il tempo in maniera dignitosa e soprattutto realistica. Ed i risultati si vedono, eccome. Vedremo un’oramai giovane donna assorta nell’intimità di pensieri intelligenti e raffinati, grazie appunto al sapere maturato attraverso l’ascolto di quelle preziose letture. Alla buona riuscita dell’opera, oltre al meraviglioso soggetto realizzato del regista scomparso di recente, hanno contribuito in maniera sostanziale anche le inquadrature paesaggistiche di Parigi ( degne dei migliori impressionisti presenti nel Musée d’Orsay ) ed i primi piani in ambienti chiusi illustrati attraverso i disegni ed acquarelli  del maestro Ivo Milazzo. Lo stesso Ettore Scola, d’altra parte, nei primi anni ’40, aveva iniziato la sua carriera proprio con una collaborazione al settimanale umoristico “Marc’Aurelio”, imparando a realizzare vignette e bozzetti caricaturali. Proprio come il suo grande amico Fellini, a cui nel 2013 ha voluto dedicare “Com’è strano chiamarsi Federico”. Non meno indispensabili il contributo fotografico sulla romanticissima Ville Lumiére da parte di una misteriosa Luciana A. e l’intraprendenza di Enrico Griselli e Tommaso D’Alessandro, due agenti grazie ai quali è avvenuto il connubio artistico tra i due autori.  C’è , però, nelle prime pagine del fumetto una noticina ( solo apparentemente di consueta ordinarietà ) che la direbbe, invece, lunga: “Ogni riferimento, anche somatico, a persone esistenti o fatti reali è puramente casuale”  stimola qualche curiosità.  E a pensarci bene, il libraio Pierre sembrerebbe proprio l’alter-ego del popolarissimo  Gerard Depardieu e su questa ipotesi potremmo concludere con qualche ulteriore fondatezza, al di là della similitudine delle sembianze dell’attore parigino con il protagonista della nostra storia. “Dovevo fare un film con Depardieu, c’era già il contratto con Medusa …” – rispondeva, diversi anni fa, Ettore Scola all’intervistatore di Repubblica che gli diceva di non vedere, oramai da tanto tempo, un suo nuovo lavoro nelle sale cinematografiche. Si trattava di quella clamorosa decisione del regista di non aderire più, all’ultimo momento, ad un’importante offerta cinematografica, una scelta di onore e coerenza tipica di una persona perbene. Quel rifiuto  non era stato altro che la giusta risposta ad una trovata di buonismo strategico messa a punto da un popolarissimo personaggio politico, nonchè imprenditore di successo, che aveva comunicato alla stampa l’imminente realizzazione di una sua produzione cinematografica con il comunista Scola. Si spiegherebbe così l’originale e legittima riassegnazione di una parte di protagonista ad un attore di grande spessore, qual è appunto Depardieu in tutti i sensi,  con il delicatissimo ruolo ( quasi a dispetto della cronaca salottiera e denigratoria ) di un padre amorevolmente affettuoso e premuroso.

Tonio Scanderebech 

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Posted on by Redazione Parigi in Arte e Spettacolo, Cinema, Cultura, Curiosità, Libri, MicroPost

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