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	<title>Italiani a Parigi &#187; Trasporti</title>
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	<description>Cambiare, partire, viaggiare, trasferirsi.</description>
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		<title>Parlaci della tua Parigi sotto casa&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Parigi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parla della tua Parigi e aiuta i futuri italiani a Parigi ad orientarsi nella giungla dei 20 arrondissement!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/5ARRONDISSEMENTS_Snail.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-517" title="parigi_chiocciola" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/5ARRONDISSEMENTS_Snail-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a></p>
<p>Molti futuri italiani a Parigi si interrogano su quale <em>arrondissement</em> scegliere (<a href="http://www.italianiaparigi.it/2009/08/26/affitto-parigi/">ammesso si possa scegliere</a>..) per stabilirsi più o meno definitivamente nella "<a href="http://www.italianiaparigi.it/2010/05/13/se-venezia-e-un-pesce-allora-paris-est-un-escargot-due-itinerari-zoomorfi-a-confronto/">chiocciola</a>" dei 20 <em>arrondissement</em> parigini. Ogni quartiere ha infatti le sue caratteristiche, i suoi luoghi nascosti, i suoi pregi e difetti che spesso si scoprono solo vivendoci. Chi meglio di un italiano a Parigi (magari di lunga data) può svelare questi segreti?</p>
<p><a href="mailto:redazione@italianiaparigi.it">Invia il tuo racconto</a>, i tuoi luoghi cult o i piccoli segreti della tua Parigi sotto casa con una foto significativa!</p>
<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/collabora-con-noi/">I migliori articoli verranno pubblicati su IAP </a> <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[immagine http://francsenia.blogspot.com]</p>
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		<title>Rivalità Franco-Italiane&#8230; per una volta, tra i due litiganti, il terzo gode!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Parigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Tonio si é chiesto se é nata prima la Fiat 600 o la Renault 4 cv... dilemma nato da una visita all'Atelier Renault sugli Champs Elysées e che ha trovato una risposta a sorpresa al ritorno dalle vacanze parigine... ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Atelier-Renault.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-469" title="Atelier Renault" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Atelier-Renault-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a></p>
<p><em>[Oggi ringraziamo Tonio per aver condiviso con noi un'interessante analisi comparata tra utilitarie del  Secondo Dopoguerra Francesi e Italiane, ispirata da una visita all'Atelier Renault degli Champs Elysées. Buona lettura e se avete delle esperienze da Italiani a Parigi, visitate la sezione <a href="http://www.italianiaparigi.it/collabora-con-noi/" target="_blank">Collabora con noi</a> e fate come ha fatto Tonio: scrivete a <a href="mailto:redazione@italianiaparigi.it" target="_blank">redazione@italianiaparigi.it</a>] </em></p>
<p>Quegli otto indimenticabili giorni, nella magica atmosfera autunnale di Parigi dell’ottobre 2010, continuo a portarli ancora oggi nel cuore.</p>
<p>Tra le tantissime passeggiate rilassanti di quella stagione autunnale,<a href="http://maps.google.fr/maps?q=53+champs-elys%C3%A9es&amp;hl=fr&amp;ie=UTF8&amp;hq=53+champs-elys%C3%A9es&amp;radius=15000&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0" target="_blank"> passando casualmente dal 53 degli </a><em><a href="http://maps.google.fr/maps?q=53+champs-elys%C3%A9es&amp;hl=fr&amp;ie=UTF8&amp;hq=53+champs-elys%C3%A9es&amp;radius=15000&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0" target="_blank">Champs-Elysèes</a> </em>la mia attenzione venne immediatamente catturata dalle vetrine luminosissime dell’<a href="http://fr.atelier.renault.com/" target="_blank"><em>Atelier Renault.</em></a></p>
<p>All’interno<span id="more-461"></span>, fu soprattutto quel fantastico e forse un po’ anomalo modello sportivo beige di “<em>Renault 4 cv</em>” a stimolare la mia curiosità.</p>
<p>Sugli sportelli anteriori dell’auto un vistoso adesivo esagonale con scritta “<em>Rallye Mediterranée Le Cap</em>” che copriva parzialmente una piccola raffigurazione di color rosso del continente africano.</p>
<p>Non sono un intenditore di vecchi modelli d’auto, ma quel veicolo mi ricordava tanto le utilitarie della nostra prima gioventù, a guardarlo bene quasi un clone della mitica<strong> Fiat 600</strong>.</p>
<p>Che strana coincidenza, pensai subito a qualche piccolo approfondimento della situazione, visto che ne andava di mezzo l’orgoglio ( ed in questa circostanza l’effettiva titolarità ) del “<em>Made in Italy</em>”.</p>
<p>Al mio rientro in Italia ho potuto dedurre, ahimè, che sono stati per primi i francesi a concepire il progetto di queste auto-gemelle (le cui forme arrotondate furono essenzialmente scelte per risparmiare lamiera e peso) durante la Seconda guerra mondiale ed  in tutta clandestinità considerato che l’esercito tedesco presidiava costantemente gli stabilimenti Renault.</p>
<p>E’ nel 1946, dunque, che al Salone di Parigi furono ufficialmente presentate le prime 4CV.</p>
<p>Anche in Italia, per la verità, il progetto primordiale della <em>Fiat 600</em> fu sottoposto, nel 1945 alla Fiat (allora azionista della <em>Simca</em>) da parte del governo francese ma la guerra, come si potrà immaginare, ne bloccò l’immediata esecutività.</p>
<p>La nostra <em>utilitaria di bandiera</em> fu ufficialmente presentata al Palazzo delle Esposizioni di Ginevra solo nel marzo del 1955, ben 9 anni dopo rispetto alla gemella francese.</p>
<p>A titolo di cronaca, la RAI trasmise all’epoca un cortometraggio sulla  nuova 600, non potendo fare ancora vera e propria pubblicità televisiva. Il <em>boom</em> di vendite avvenne anche grazie al favorevole periodo economico dell’epoca e alla promozione del sistema “<em>a rate</em>“ messo a punto dalla <em>SAVA</em>.</p>
<p>Ma attenzione, <strong>colpo di scena</strong>: approfondendo ulteriormente sulla prima produzione della 4CV francese ecco che balza fuori un ulteriore elemento, a questo punto credo determinante.</p>
<p>Il motivo della segretezza trovava spiegazione anche nel fatto che la concezione della nuova utilitaria francese traeva notevolmente spunto dalla Kafer, o meglio dal <em>Maggiolino</em>, all’epoca ultimo nato in casa <em>Deutchland</em>.</p>
<p>Ma non dovevano essere i simpaticissimi “<em>occhi a mandorla” </em>i clonatori per antonomasia?</p>
<p>Adesso riesco a spiegarmi un po’ meglio anche<strong> l’orgoglio dei <em>bund tedeschi</em> </strong>rispetto al resto d’Europa ossessionata e perseguitata, oggi più che mai, dai mutevolissimi <em>spread </em>sui titoli di stato.</p>
<p>Tonio Scanderebech</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Fiat-600.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-464" title="Fiat 600" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Fiat-600.jpg" alt="" width="221" height="165" /></a>Fiat 600</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Renault-4-cv.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-465" title="Renault 4 cv" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2012/01/Renault-4-cv.jpg" alt="" width="251" height="188" /></a>Renault 4 cv</p>
<p style="text-align: left;"><em>Foto: Wikipedia </em></p>
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		<title>Ennesima situazione surrealista in metro a Parigi</title>
		<link>http://www.italianiaparigi.it/2011/11/04/ennesima-situazione-surrealista-in-metro-a-parigi/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 09:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diverbi gratuiti in metro a Parigi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/11/homer_disperato-150x150.gif"><img class="size-full wp-image-423  aligncenter" title="homer_disperato-150x150" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/11/homer_disperato-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Visto coi miei occhi stamattina.</p>
<p>Metro piena di gente che va al lavoro. Un signore distinto sulla sessantina si siede in metro davanti ad un signore un po' più giovane, il quale forse senza volerlo fa una smorfia.<span id="more-419"></span></p>
<p>Il sessantenne fa al tipo (attenzione: <a href="http://www.italianiaparigi.it/2010/07/11/il-potere-del-bonjour/" target="_blank">senza dire "Bonjour"</a>, offesa gravissima!!):</p>
<p>" posso sedermi qua, vero? "</p>
<p>E il tipo:</p>
<p>" certo, perché me lo chiede? "</p>
<p>" perché la vedo <strong>esasperato</strong> "</p>
<p>" esasperato a chi ??! "</p>
<p>" no, niente, mi sembrava di vederla così agitato,<strong> si dia una calmata</strong> "</p>
<p>" ma si calmi lei "...</p>
<p>Ragazzi, ho capito che è venerdì per tutti... Ma questi esagerano!</p>
<p>A parte che pure <a href="http://www.italianiaparigi.it/2011/10/08/scene-di-ordinaria-metro-a-parigi/" target="_blank">nel weekend</a>...</p>
<p>La <a href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%E2%80%9Cmetropolitani%E2%80%9D/" target="_blank">vita sotterranea</a> è davvero dura!</p>
<p>Buon fine settimana a tutti, parigini e non.</p>
<p>Irene</p>
<p>[Foto: The Simpsons]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scene di ordinaria metro a Parigi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 15:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cose che succedono in metro a Parigi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/10/cane-metro-parigi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-390" title="cane metro parigi" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/10/cane-metro-parigi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Torno a parlarvi di metro. Si, l'avrete forse intuito: per chi non è cresciuto in una città con la metropolitana, abituarsi alla<a href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%E2%80%9Cmetropolitani%E2%80%9D/" target="_blank"> vita sotterranea</a> non è facile.</p>
<p>Stamattina ho preso la metro per meno di mezz'ora. 1 cambio. <strong>Tragitto semplice</strong>.</p>
<p>Bene, mi son capitate 2 scene di tipica pariginità:<span id="more-386"></span></p>
<p>1- all'ingresso, due signori sulla 45/50ina (preciso l'età per sottolineare che non si tratta di adolescenti  dai bollenti spiriti ma di uomini "maturi"). Non ho visto bene ma mi pare uno abbia spinto l'altro per passare prima il cancelletto della metro. Segue <strong>"rissa verbale"</strong>:</p>
<p><em>-<strong> "il y a un problème??!!!"</strong></em></p>
<p><em>- "Qui? Moi?! C'est vous qui avez un problème, espèce de xxxxx"</em></p>
<p><em>...</em></p>
<p>Vi giuro che per poco arrivavano alle mani. Sembravano due mastini napoletani digrignanti e rabbiosi. Oh, per fortuna che siamo sabato mattina!!! Relax cari miei, calma!!!</p>
<p>2- Entro in metro, nel sedile affianco un uomo <strong>con 3 bimbi piccoli,</strong> tipica famiglia francese (con 3 figli si pagano meno tasse...): uno stravaccato di traverso al sedile con la bocca sulla "moquette" di rivestimento (normalissimo comportamento da bimbo parigino con anticorpi XXL), l'altro in braccio al papà e che gli masticava lo smartphone, la terza irrequieta e che fa cadere un gioco vicino ai miei piedi. Mi chino per raccoglierlo, lo tendo al signore (che <strong>non ringrazia</strong>) e dico, sorridendo:</p>
<p>- Non è facile con tre bambini, eh?</p>
<p>Il signore mi guarda come l'avessi insultato, con una faccia che diceva da sola <em>"de quoi tu te mêles" (d</em>i che ti impicci).</p>
<p><em>Autant pour mo</em>i (colpa mia). Avrei dovuto<strong> reagire da parigina</strong>, al giocattolo caduto sulle mie ballerine nuove, sbuffando e facendo la faccia seccata:</p>
<p><strong><em>- pffff!!!!</em></strong></p>
<p>Sarà che son cresciuta in un paesino dove la metro non esiste.</p>
<p>8 anni a Parigi non sono bastati ad insegnarmi il galateo della metropolitana parigina...</p>
<p>Buon weekend a tutti gli Italiani a Parigi, soprattutto a quelli che stanno andando a vedere la 78esima edizione della <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/F%C3%AAte_des_vendanges_de_Montmartre" target="_blank">festa della vendemmia a Montmartre. </a></p>
<p> <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Truccarsi in metro a Parigi</title>
		<link>http://www.italianiaparigi.it/2011/09/02/truccarsi-in-metro-a-parigi/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 15:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevate mai pensato di truccarvi in metropolitana andando a scuola o al lavoro? Si guadagna tempo, certo, ma bisogna avere i prodotti giusti e seguire i consigli di ItalianE a Parigi :) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/09/maquillage-en-métro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-324" title="maquillage en métro" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/09/maquillage-en-métro-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a><br />
Inauguro una nuova rubrica, <strong>ItalianE a Parigi</strong>, parlando di una pratica piuttosto corrente tra le parigine e le italiane a Parigi: <strong>truccarsi in metro. </strong><br />
A Parigi si vive sempre di corsa e soprattutto si passa giornalmente in media almeno 1h in metro... tanto vale sfruttarli ! <span id="more-316"></span>E come ci raccontavano<a href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%E2%80%9Cmetropolitani%E2%80%9D/"> Mikele </a>e <a href="http://www.italianiaparigi.it/2010/03/22/la-citta-sotto-la-citta-le-meraviglie-nascoste-del-metro-di-parigi/">Camilla</a> in precedenti post, <strong>in metropolitana a Parigi se ne vedono di tutti i colori. </strong><br />
La mattina, tra le 8h30 e le 9h30, orario in cui il 90% dei parigini (e delle parigine) va al lavoro, non é raro vedere gente far colazione o aprire e leggere la posta o dedicarsi a varie attività per ottimizzare il tempo di trasporto... non é raro nemmeno vedere <strong>ragazze che si truccano</strong>, tirando fuori dalla borsa un intero beauty case di fard, rossetti, pennelli, rimmel etc, come vuole il “nomadismo”, tanto in voga tra le “tribù” postmoderne metropolitane: la mia casa sempre con me, faccio tutto ovunque (controllo le mail, pago le tasse, mangio, mi faccio le unghie, mi trucco... tutto rigorosamente fuori casa!). <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sarà anche perché <strong>le “case” parigine sono minuscole </strong>e forse in bagno non c’é abbastanza luce o non c’é spazio per truccarsi (o non c’é il bagno... cf <a href="http://www.italianiaparigi.it/2009/08/26/annunci-affitto-parigi/">articolo sugli appartamenti parigini</a>) o più semplicemente per far più in fretta al mattino (per dormire 10 min in più...), fatto sta che da qualche tempo adotto anch’io il metodo <strong>“trucco in metro”.</strong> Prima delle vacanze mi é capitato addirittura di trovarmi seduta nei posti “da 3”, quelli paralleli al senso di marcia della metro, assieme ad altre 2 ragazze che si stavano truccando <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  . Un senso di fratellanza, anzi, di “sorellanza” ci ha invase e abbiam cominciato a parlare e a darci consigli sui trucchi:<br />
-Bello sto rimmel, é buono? Si stende bene?<br />
-Ah utilizzate questa polvere illuminante, com’é? <em>(in francese si da sempre del “voi”, anche ad una ragazza di 19 anni)</em></p>
<p>Visto che questa nuova rubrica<strong> ItalianE a Parigi </strong>vuole essere una rubrica utile, concludo con alcuni consigli per chi volesse adottare questa pratica sempre più diffusa<br />
 <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Kit della perfetta “maquilleuse de métro” </strong>(truccatrice della metro), per un trucco perfetto e “discreto”, senza dare troppo spettacolo:</p>
<p>- un beauty case non molto grande e con apertura facile</p>
<p>- una serie molto ridotta di prodotti “multiuso” (matita che fa anche da ombretto, rossetto che fa anche da fard, cipria che fa anche da correttore...)</p>
<p>- una trousse piccola (ma non troppo) con specchietto, tipo quelle che si comprano ai duty free degli aeroporti. Io per esempio ne ho una che fa da specchio ma anche anche da cipria e da rossetto<br />
 <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- preferire prodotti in stick (per esempio io ho un fard in stick), con il grande vantaggio di non portarsi dietro pennelli o spugnette... che se poi ti cadono per terra in metro, meglio buttarli via direttamente!</p>
<p>- avere sempre con sé anche una salvietta struccante puo’ essere utile, soprattutto all’inizio e soprattutto se la metro é affollata o il percorso sconnesso<br />
 <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Consigli pratici: </strong>-</p>
<p>- Truccarsi solo se si é sicure di avere il tempo necessario a terminare il trucco prima di dover scendere (vi immaginate di arrivare alla vostra fermata con un occhio truccato e uno no? Che disastro!)</p>
<p>- Truccarsi solo da sedute, preferibilmente se sedute vicino al finestrino, per non avere gente che deve passare (ben sapete che i francesi si buttano a palla e poi chiedono “Pardon” a mo’ di indulgenza plenaria, per cui state bene attente al posto che scegliete per truccarvi!)</p>
<p>- Avere una pochette per il trucco molto essenziale: una matita, un rimmel, un fard (meglio se in stick), una cipria e un lucidalabbra, il tutto di colori piuttosto neutri (niente paillettes o rossetti rosso lacca). Non portatevi in borsa tutto l’armadietto del bagno, dovrete comunque portarvela appresso tutta la giornata...</p>
<p>- Siamo parlando di trucco da giorno leggero, non di <em>grande toilette de soirée ...<br />
</em> <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- Stiamo parlando di trucco, non di smalto alle unghie, messa in piega, piastra e pulizia del viso<br />
 <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Al prossimo consiglio,<br />
Irene</p>
<p>PS : a quanto pare, <a href="http://www.justesublime.fr/maquillage-interdit-metro-japon/">in Giappone é vietato truccarsi in metro... </a>(paese che vai...) per cui se viaggiate nel paese del Sol Levante, dimenticate le abitudini parigine<br />
 <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/09/truccarsi-in-metro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-328" title="truccarsi in metro" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2011/09/truccarsi-in-metro-232x300.jpg" alt="" width="232" height="300" /></a>&lt;</p>
<p>[ Foto: Meltyfashion.fr]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>5 buoni motivi per NON viaggiare da e per  PARIS-BEAUVAIS</title>
		<link>http://www.italianiaparigi.it/2010/10/01/5-buoni-motivi-per-non-viaggiare-da-e-per-paris-beauvais/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 17:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Aeroporto Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Erasmus a Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi Low Cost]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti parigi]]></category>
		<category><![CDATA[vivere a Parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli svantaggi dell'aeroporto di Paris Beauvais secondo Irene ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/10/beauvais_carte1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-159" title="beauvais_carte" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/10/beauvais_carte1-295x300.jpg" alt="" width="295" height="300" /></a></p>
<p>Siete attratti dai prezzi miracolosamente low-cost per viaggiare da e per  Parigi tramite il mitico aeroporto di Paris Beauvais. Pensateci bene! Pensateci almeno 5 volte, perché non è tutt’oro quello che luccica (anzi, in questo caso di luccicante c’è solo il nome “Paris”, perché il resto…).<span id="more-155"></span></p>
<p><strong>Primo motivo: autobus</strong></p>
<p>Forse non tutti sanno che Beauvais con Parigi non ha niente a che vedere, si trova addirittura in un’altra regione,<a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Pantin,+Francia&amp;daddr=Beauvais,+Francia&amp;hl=it&amp;geocode=FbsM6gIdANEkAClPHVdnUWzmRzEQO4tow4ILBA%3BFSo78gIdLcEfAClTtQIhLQHnRzH0ThyWTz50Mw&amp;mra=ls&amp;sll=49.240017,2.208252&amp;sspn=0.434852,0.877533&amp;ie=UTF8&amp;ll=49.160155,2.241211&amp;spn=0.871105,1.755066&amp;z=9" target="_blank"> la Piccardia, a circa 80-90 km da Parigi</a>.  Sarebbe come dire “Aeroporto di  Milano” e si atterra a Torino.<br />
 Il collegamento è assicurato da un autobus che ha praticamente il monopolio sulla tratta, dato che con i mezzi pubblici è impossibile.<strong> La tariffa “aller-retour” è di 30 euro</strong>. Salute! Per rientrare a Parigi dall’aeroporto di Roissy Charles de Gaule, una corsa semplice in RER B costa, se non sbaglio, sulle 8 euro (per cui “aller-retour” sulle 16 euro) ovvero la metà…</p>
<p>Inoltre, sempre parlando del famoso autobus Paris-Beauvais… io l’ho ribattezzato “Trombobus”, e se l’avete preso almeno una volta nella vita, avete sicuramente già capito perché! Ragazzi, vabbé che Parigi è la città dell’amore e che per molti si tratta di un viaggio romantico o della prima volta che vi muovete in coppia, ma posso fare un appello? Potete evitare di limonare duro dall’inizio alla fine del percorso, che dura comunque se non c’è traffico un’oretta e mezza ?!!! non è molto romantico un autobus strapieno di gente che passa attraverso le infinite praterie della Piccardia. Aspettate di arrivare almeno verso Neuilly sur Seine, da dove si intravede già la Torre Eiffel, no?</p>
<p><strong>Secondo motivo: la coda per passare agli imbarchi</strong></p>
<p>Ora con la mitica compagnia irlandese blu e gialla, c’è l’obbligo di stampare il check in da casa (pena una multa di 40 euro…). Bene, uno si dice: ho già fatto il check in, non devo più fare la coda all’aeroporto, quasi quasi non serve arrivare al parcheggio di Porte Maillot 3h15 prima della partenza del volo. Sbagliato! In aeroporto c’è la coda per i controlli di sicurezza. Paragonabile alle code davanti alla prefettura per rinnovare il permesso di soggiorno. Interminabile. Hanno aumentato la frequenza dei voli senza adeguare la struttura ricettiva. Ottima strategia…</p>
<p><strong>Terzo motivo: 1 solo bagaglio a mano</strong></p>
<p>Ora, avete capito da <a href="http://www.italianiaparigi.it/2010/05/21/i-sedili-del-metro-parigino-non-sono-tutti-uguali/" target="_blank">precedenti post </a>che io sono quella che ha sempre mille borse e borsette… ora: fate pagare l’imbarco del bagaglio in stiva, e mi sta bene (oddio,no, non mi sta bene, ma vabbé , diciamo che così è deciso e ci si adegua). Ma questo essere fiscalissimi e permettere un solo bagaglio a mano, borsetta da donna inclusa, è davvero da psicopatici. E l’ipocrisia è che basta che si abbia un solo bagaglio al passaggio del controllo, passato il quale tutte le signore e signorine riaprono il trolley o il borsone e rimettono in uso la borsetta schiacciata tra i vestiti 5 minuti prima. Mi spiegate il senso? Quasi come le bottigliette d’acqua, che devi buttare prima di passare il metal detector, ma che puoi ricomprare a 1 metro dal controllo.</p>
<p>Approposito di bottigliette d’acqua…</p>
<p><strong>Quarto motivo: il prezzo delle bottigliette d’acqua all’imbarco</strong></p>
<p><strong>3,70 € per la bottiglietta da mezzolitro</strong>, ovvero 7,40€ al litro, il triplo del Tavernello ! Vi giuro che non ci potevo credere, neanche in piazza San Pietro a Roma o in piazzetta a Capri costa 3,70 € - e si parla di  asporto, non di tavolino, bar, cameriere… Il solo modo per bere dopo aver passato i controlli di sicurezza è comprare una bibita da Illy espressamente<a href="http://www.italianiaparigi.it/2010/01/13/dove-bere-un-buon-caffe-italiano-a-parigi/" target="_blank"> (di cui abbiamo già parlato</a>...), e la bibita meno cara è l’acqua a quasi 4 € la bottiglietta. E questo sarebbe viaggiare lowcost???…  </p>
<p><strong>Quinto motivo: i bagni dell’aeroporto</strong></p>
<p>Confronto ai quali, i bagni di CDG o di Orly sono equiparabili ai bagni dell’hotel Ritz… cabine talmente piccole da non permettere di entrarci con il famoso unico bagaglio a mano (ecco perché forse ci sono tutte queste restrizioni riguardo il bagaglio a mano!) e comunque nell’entrare o nell’uscire se hai un impermeabile o un cappotto non c’è verso, almeno un angolo finisce nella tazza! E poi la carta igienica, quella si è low cost, modello carta da giornale color Gazzetta dello Sport… per non parlare del risparmio sul sapone, che non c’era.</p>
<p>Insomma, si risparmia un po’ nel prezzo del biglietto (e poi, si risparmia veramente? Se aggiungi il bagaglio in stiva, le tasse del pagamento con la carta di credito, le 30 euro per andare all’aeroporto, le 4 euro per non morire di sete, le 3h15 di vita che dedichi per arrivare all’imbarco, …) ma mi ripeto ogni volta che non ne vale veramente la pena. Poi ogni volta, però, ci ricasco …</p>
<p>PS: ho appena preso un volo per tornare a casa a Natale con <strong>Airfrance a 99€</strong> - senza nessuna sovrattassa, con 23 kg di bagaglio in stiva autorizzato, e potrò portare una borsa da donna e un sacchetto con i regali come bagaglio a mano… priceless! <img src='http://www.italianiaparigi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Memorie di un italiano a Parigi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 10:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Parigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Berti]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano a Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[La dura legge della Kinder]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie di un italiano a Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[storie di italiani a Parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[    [Oggi i più vivi ringraziamenti della Redazione vanno a Francesco Berti, che ha regalato ad Italiani a Parigi uno dei racconti che compongono il suo divertentissimo libro, "Memorie di un italiano a Parigi", che potete trovare da Feltrinelli (fisicamente o online) o tramite il sito "Il mio libro". Buona lettura e ancora grazie mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/06/la-dura-legge-della-kinder.jpg" title="La dura legge della Kinder"><img src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/06/la-dura-legge-della-kinder.jpg" alt="La dura legge della Kinder" /></a></o:p></span><span style="font-family: Calibri" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span> <span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"> </span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><br />
</span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">[Oggi i più vivi ringraziamenti della Redazione vanno a Francesco Berti, che ha regalato ad Italiani a Parigi uno dei racconti che compongono il suo divertentissimo libro, <strong><em>"Memorie di un italiano a Parigi"</em></strong>, che potete trovare da Feltrinelli (fisicamente o <a target="_blank" href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/c-1/0/">online</a>) o tramite il sito <a target="_blank" href="http://ilmiolibro.kataweb.it/default.asp">"Il mio libro"</a>. Buona lettura e ancora grazie mille a Francesco per questa "chicca"!<a target="_blank" href="mailto:redazione.italianiaparigi@gmail.com"> Irene</a> ] </span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><span id="more-77"></span>  </span></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><o:p></o:p></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"> </span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><br />
<strong><span style="font-family: Arial"><font size="3"><br />
</font></span></strong></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><strong><span style="font-family: Arial"> </span></strong></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><strong><span style="font-family: Arial"><font size="3">La dura legge della Kinder   </font></span></strong></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><strong><span style="font-family: Arial"></span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial">   <br />
</span></strong></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></strong></span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"></span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><o:p></o:p></span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><br />
Parigi, 28 Marzo 2005, ore 18.45 <br />
Rue des Rigoles, XX° arrondissement  </span></strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><o:p></o:p></span></strong></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"> </span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></o:p></span></o:p></span> <span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"> </span></o:p></span></o:p></span></o:p></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
</span></o:p></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></p>
<p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Un giovane italiano dall’aria un po' stravolta arranca sulla leggera salita che lo conduce verso casa. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Procede per inerzia, strascicando i passi: occhio pallato, capello scompigliato, passo indeciso. Cammina, cammina e riflette. Perché riflettere, in fondo, fa sempre bene.</span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ormai l’inquietudine affliggente, provocata dal caso<em> “Marco Masini sbarca anche in Francia”</em> è solo un lontano ricordo. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>“Bum bum batte il cuore<span>  </span>bum bum”,</em> l’idiota canzone di Irene Grandi, fa capolino talvolta nella sua mente, ma solo sotto forma di fastidioso brusio.</span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">È</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"> contento il giovane emigrante, è raggiante nel profondo dell’animo per un solo e semplice motivo: lui e proprio lui è riuscito a sfatare la famigerata<strong> “Legge della Kinder”.</strong></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></o:p></span> <span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><o:p></o:p></strong></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Correvano gli anni ’70 ed alla televisione<span>  </span>il bravo ma inesorabile padre di famiglia faceva valere la sua ferrea autorità:<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>«Giacomino, esco a fare la spesa... Cosa vuoi che ti porti?»<o:p></o:p></em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Il bambino viziato e consumista si lasciava trasportare dalle fantasie più sfrenate e perverse:<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>«Vorrei qualcosa di buono, un gioco e del cioccolato!»<o:p></o:p></em></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span></o:p></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-family: Calibri" lang="IT"><o:p></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>«Ma no caro.. Lo sai che tre cose tutte insieme non si possono avere...».</em></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em><o:p></o:p></em></span> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">In effetti, riflettendo bene, tre cose tutte insieme sono veramente un’esagerazione. </span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span> <span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Anche volendo considerare che “qualcosa di buono” e “del cioccolato” siano quasi la stessa cosa, è risaputo che tre, dico tre cose tutte insieme da che mondo è mondo non si possono proprio avere. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Su questo non si discute!<o:p></o:p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Nuovo materiale di profonde riflessioni... </span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Riflessioni<span>  </span>sul fatto che la vita, ed in particolare la vita a Parigi, è in fondo un riflesso della stucchevole pubblicità della Kinder. Sembra impossibile avere tre cose tutte insieme ma quando ti piove dal cielo l’ovetto con la sorpresa, allora ogni obbiettivo, anche se a tempo determinato, sembra essere raggiunto.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E quali sono le tre cose<span>  </span>che sembra impossibile avere a Parigi tutte allo stesso tempo? Un Croissant, una baguette e un pain au chocolat? Ma no… le tre chimere irraggiungibili sono <strong>una casa, un lavoro ed una fidanzata.</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><o:p></o:p></strong></span> </p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify" class="MsoTitle"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E così, con il sorriso stampato sulla faccia, il nostro amico sfila davanti alla variopinta popolazione che popola i palazzi popolari di Rue des Rigoles; gli viene da<span>  </span>pensare che lui in fondo queste tre cose, almeno per adesso, sembra averle raggiunte.<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Certo<span>  </span>gli viene anche da chiedersi<span>  </span>a che prezzo sta pagando il suo ovetto con sorpresa acclusa e si convince mano a mano di aver<span>  </span>trovato una giustificazione al fatto di essere così stravolto.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Eh sì! Perché ogni cosa ha il suo prezzo e se si abita in un grazioso e decadente appartamento nei pressi di Jourdain, si ha una relazione pericolosa con una ragazza franco-cinese che abita a Rosny-sous Bois, nella estrema periferia est di Parigi e si lavora a Suresnes, nella estrema periferia ovest, allora si deve fare i conti con i trasporti parigini…</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Con la mente il biondo architetto ripercorre le tappe<span>  </span>che scandiscono la sua odissea quotidiana per recarsi al posto di lavoro e per timbrare il cartellino.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Si comincia alle ore 8 con la prima tappa: <em>Jourdain-Châtelet</em>, venti minuti d’inferno per sciogliere il ghiaccio.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Il supplizio si svolge a bordo della linea 11 del <a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2010/03/22/la-citta-sotto-la-citta-le-meraviglie-nascoste-del-metro-di-parigi/">Metrò parigino</a>, il cui colore marroncino diarroico sulla mappa certamente non può essere stato scelto a caso.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">I vagoni puntualissimi fanno capolino dal tunnel, il treno si ferma e le porte automatiche si aprono. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Qui una folla di persone si accalca con rigida disciplina, mantenendo un atteggiamento di stanca e finta cordialità che trasuda<span>  </span>follia omicida.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ciascun vagone è ricolmo fino all’inverosimile di carne umana, pressata in modo da occludere ogni centimetro cubo di spazio disponibile. Il giovane ed inesperto italiano si lascia cullare dal magma umano che lo avvolge e riesce ad ottenere, quasi sollevato da terra, un equilibrio tanto fragile quanto inaspettato. Le porte si stanno per chiudere quand’ecco che due ritardatari arrivano correndo e si infilano di sguincio tra le porte automatiche, spremendo ulteriormente il frullato di passeggeri che riempie il treno. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Questi due elementi inaspettati provocano il collasso, il tracollo strutturale dell’agglomerato di folla, facendo cadere lo scompartimento in un caos primordiale. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Le stazioni intanto continuano a scorrere: <em>Belleville, Goncourt, République…</em><br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Lui intanto è riuscito ad assestarsi su di una posizione di scomodità medio-alta, con un distinto signore che gli scatarra in un orecchio, un cinese che gli alita nell’altro ed una signorina che utilizza la sua schiena come leggio per gustarsi le ultime pagine del Codice Da Vinci.</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Si arriva infine a Châtelet, dove per dirigersi alla Défense bisogna prendere la linea A del RER. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Per coloro che non lo sapessero l’RER è un metrò un po’ più grosso che collega Parigi con la periferia.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">RER è un‘abbreviazione di <em>“Reseau Express Regional”</em> (Circuito Espresso Regionale, per i non francofoni).</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">L’abbreviazione è una delle attività preferite dei francesi: loro abbreviano tutto, ma proprio tutto. Vivono in un mondo abbreviato e se potessero inventare un linguaggio esclusivamente composto di abbreviazioni, lo farebbero.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">In effetti anche in Italia esiste un linguaggio abbreviato, per esempio a Roma non è improbabile sentir dire: <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>«A ma’ sto a usci’ co’ France’: ‘namo a magna’ e poi ar cine..»</em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"> </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
<span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">L’abbreviazione francese è però più viziosa, perché si ha l’impressione che sia stata inventata per risparmiare tempo, quasi che parlare fosse un’attività un po’ noiosa. Così oltre al RER esistono il RIB <em>(Relevé d’Identité Bancaire)</em> ma anche la “<em>fac</em>” ovvero la facoltà, “<em>le restò</em>” (il ristorante), “<em>la mozzà</em>”, la mozzarella, e così via...<br />
</span></span></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></span></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></span></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span>Ma, divagazioni a parte, a Châtelet si rende necessario utilizzare i tapis roulants che collegano le due stazioni. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Tutti sanno che sul tapis roulant bisogna rigorosamente tenere la destra. <a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%e2%80%9cmetropolitani%e2%80%9d/">Ogni francese che si rispetti cammina a ritmo moderatamente forsennato sul lato destro, poi guarda nello specchietto retrovisore, mette la freccia e, se vuole superare, passa sul lato sinistro aumentando il passo fino ad un ritmo in stile maratona di New York.<o:p></o:p></a></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span> </span></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span></span>La velocità di passo all’interno del metrò in Francia è un pò come uno status symbol.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Chi va più veloce dimostra agli altri di avere più fretta. Naturalmente ha fretta di raggiungere il posto di lavoro perché il suo lavoro è più importante di quello degli altri e perché tutti lo aspettano con ansia, molto più di quanto non aspettino tutti i suoi colleghi. Se poi indossi un completo grigio topo, una cravatta salmonata, hai la forfora sulle sopracciglia e sei scosso da irrefrenabili tic mentre sfrecci sul tapis roulant di Châtelet, allora vuol dire che sei un vero quadro francese e che sei il più importante di tutti quanti.</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Intanto il sempre più perplesso italiano è giunto alla fermata del RER.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span> </span>In questo caso il metodo<span>  </span>per riuscire ad entrare nel vagone si riduce ad una semplice formalità burocratica. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Non ci sono fogli da riempire o R.I.B. da mostrare, è sufficiente conoscere la parolina d’ordine; anzi, forse sarebbe meglio dire che non è importante conoscerla, perché qui la conoscono proprio tutti. Diciamo che in tutti i casi risulta indispensabile pronunciarla. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2010/05/21/i-sedili-del-metro-parigino-non-sono-tutti-uguali/">Il segreto è che ogni movimento del proprio corpo deve essere accompagnato dalla parola magica: <strong>PARDON</strong>.<br />
</a></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">In realtà all’interno del RER non esistono regole. Si può fare tutto: spintonare, scaccolarsi, scoreggiare, picchiare le donne incinte, infierire sui menomati...<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">L’importante<span>  </span>è di avere l’accortezza di utilizzare al momento giusto un calibrato e convinto PARDON.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span> <br />
<span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Terminato tra atroci sofferenze il tragitto <em>Châtelet-La Defense</em>, si prospetta l'ultimo tratto di viaggio, <em>La Defense-Suresnes</em>, a bordo del famigerato T2: il fantomatico tram parigino che pochi conoscono ma che troppi utilizzano.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Alla fermata del T2, i parigini, per espiare i propri peccati, si dilettano a reinterpretare in chiave moderna il passaggio dei romani sotto il giogo delle forche caudine. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Una folla compostamente inferocita e scalpitante si ammassa intorno alle porte d’ingresso dei vagoni ancora chiuse; poi, all’apertura di queste ultime, la calca si divide in due come le acque del Mar Rosso per far passare i passeggeri uscenti. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Il tutto si svolge tra scambi di sguardi carichi di odio e di disprezzo, un disprezzo rivolto a chi al supplizio si è appena sottratto e soprattutto non scende dal treno con la dovuta rapidità…<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ma, alla fine, la meta<em> Suresnes</em> è raggiunta e l’italo-architetto può timbrare il cartellino<span>  </span>apprestandosi a trascorrere la sua giornata di lavoro nello studio MM-Planners, di <em>Monsieur e Madame Müssche,</em> prodotto di importazione del glorioso Belgio.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p><br />
<span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Il ritorno a Parigi è una passeggiata rispetto all’infernale viaggio di andata. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Niente di particolare da segnalare, a parte il fatto che sul percorso <em>Châtelet-La Defense</em>, si presenta la ghiotta possibilità di un posto a sedere.<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Cosi, comodamente seduto sugli scomodi sedili francesi, le varie stazioni si susseguono abbastanza rapidamente.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">A scandire ogni tappa di questo tranquillo viaggio è una sgradevole voce femminile, che declama volume assordante il nome della stazione di arrivo:</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span><em>«ChAArles De Gaulle, Etoile!!!».</em></span><span></span><span></span><span><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Qualche secondo di pausa e poi con tono decisamente più rilassato, di nuovo: <em>«Charles De Gaulle, Etoile…»</em> con una leggera sfumatura di voce che sembra volerti far intendere: <em>«Se non l’avevi ancora capito alla prima, te lo ripeto, coglione, siamo arrivati a<span>  </span><span>Charles De Gaulle, Etoile</span>».<o:p></o:p></em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span> </span></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span></span>Ma ciò che colpisce maggiormente l’attento ascoltatore straniero è la violenza verbale<span>  </span>del primo <em>“ChAArles De Gaulle, Etoile!!!”</em>, con un accento marcatissimo sulla prima A di Charles; una vera e propria sorta di<span>  </span>sveglia traumatizzante per tutti coloro che hanno osato appisolarsi e che magari dovevano scendere proprio a <em>“ChAArles De Gaulle, Etoile!!!”.<br />
</em></span></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em><o:p></o:p></em></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Veramente tutt’altra cosa rispetto alla calda voce che annuncia le stazioni del metrò di Praga…<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Nella capitale della Repubblica Ceca hanno probabilmente ingaggiato delle pornostar per annunciare le stazioni del metrò. Una voce calda e sensuale pronuncia nomi di quartieri impronunciabili con una dolcezza inusitata, massaggiandoti con delicatezza le orecchie: "<em>Devetchka…Starometchkaaa”.</em><br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Non hai più voglia di scendere. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">La curiosità ti spingerebbe a restare a bordo del treno fino al capolinea solo per vedere se esiste una stanzetta dove una modella in lingerie, seduta su una poltrona fucsia, intona i nomi delle stazioni ansimando davanti ad un grosso microfono.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
<o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Portando avanti queste riflessioni il nostro amico si assopisce un po'... Quand’ecco che alla stazione di <em>“AubEErt!! …Aubert…”,</em> il pandemonio accade sul vagone.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Le porte si aprono ed all’interno della vettura si proiettano dei ceffi vestiti di verde che cominciano a sbraitare frasi incomprensibili. Sono otto più un cane dall’aspetto famelico, tutti brutti e sembrano appartenere a corpi speciali dell’esercito, ma probabilmente, pensa l’ignaro italiano, si tratta di teste di cuoio dei parà francesi. <o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">In realtà, progressivamente, il significato degli sbraiti di questi tipi poco raccomandabili diventa più chiaro: stanno chiedendo con “cortesia”<em> un titre de voyage</em>, cioè , detto in parole semplici, il biglietto.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Sono controllori.<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Chi viene pizzicato senza biglietto viene probabilmente condotto nelle segrete del Palais Royal e torturato dagli aguzzini della R.A.T.P. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Mentre l’italiano, terrorizzato, fruga freneticamente nelle tasche in cerca della sua carte orange, una valchiria controllore gli si avvicina esibendo un sadico sorriso dai denti di ferro.<span>    </span></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span></span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span></span>Poi comincia a gridare come una pazza frasi senza senso: <em>«Terminus!! </em></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><em>Terminuusss!! MAArne La Vallée, MAArne La Vallée!!!!Tous les voyageurs sont invités à descendre…»</em></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><em><br />
 </em></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial"><em><o:p></o:p></em></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">L’italiota si sveglia di soprassalto.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Era solo un sogno, altro che pisolino… Si è fatto una dormita colossale ed è arrivato fino al capolinea della linea A del RER, dove sicuramente non esiste nessuna stanzetta con annunciatrice pornostar annessa.</span></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Sconsolato e poco propenso a sorbirsi altri quaranta minuti di Metrò, decide allora di uscire a riveder le stelle. Poco lontano da Marne La Vallée si trova Eurodisney, il sogno di ogni bambino consumista, il paese dei balocchi dove si possono avere non tre, ma ben dieci cose tutte insieme. Basta pagare.</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Non rimane che<span>  </span>inoltrarsi nel parco di divertimenti. Chi non vorrebbe scivolare sul toboga di Indiana Jones o visitare il veliero di Capitan Uncino?</span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E così l’architetto italiano si incammina. Facendosi largo tra un gigantesco Paperino ed un Topolino assai sorridente, inebriato dai fumi di pop corn e dalle patatine fritte di Nonna Papera, riflette pensando e pensa riflettendo. </span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E tra un pensiero ed una riflessione, giunge infine<span>  </span>ad un’inevitabile conclusione:<br />
</span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><em><span style="font-weight: normal; font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">«Il disegnatore di fumetti dovevo fare, il disegnatore di fumetti, Dio Bonino!!! Altro che architetto a Suresnes!!!»<o:p></o:p></span><span style="font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span> </em> </o:p></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I sedili del métro parigino NON sono tutti uguali</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
				<category><![CDATA[SPQF]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[italiani a parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Metro Parigi]]></category>
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		<description><![CDATA[No. I sedili del métro parigino NON sono tutti uguali. Questa é l’idea che mi sono fatta dopo 6 anni di metropolitana quotidiana. In cosa sono diversi non l’ho ancora capito, forse non sono ancora abbastanza parigina (pff: gran respiro di sollievo ! ).  Cosa mi porta ad affermare che i sedili della metro a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" title="Interni della metro a Parigi"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" title="Interni della metro a Parigi"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" title="Interni della metro a Parigi"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" title="Interni della metro a Parigi"></a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" title="Interni della metro a Parigi"></p>
<p style="text-align: center"><img width="476" src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/05/sedili-metro-parigi.jpg" alt="Interni della metro a Parigi" height="308" /></p>
<p></a></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">No. I sedili del métro parigino NON sono tutti uguali. Questa é l’idea che mi sono fatta dopo 6 anni di metropolitana quotidiana.</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">In cosa sono diversi non l’ho ancora capito, forse non sono ancora abbastanza parigina (pff: gran respiro di sollievo ! ). <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Cosa mi porta ad affermare che i sedili della metro a Parigi non si equivalgono? <span id="more-69"></span>Il semplice fatto che ogni volta che ti siedi ed hai con te una serie di borse, borsette, pacchi e contropacchi (non immaginatemi alla Julia Roberts dopo un pomeriggio di shopping sugli <em>Champs Elysées </em>con la carta di credito di Richard Gere, ... pensatemi piuttosto con la mia borsetta “normale” – che pesa in media 5 o 6 kg, modello Mary Poppins – e con l’aggiunta del borsone da palestra e della borsina con le scarpe che devi portare dal calzolaio a pausa pranzo... ) insomma, quando ti metti in un posto con accanto un sedile libero dove appoggi cio’ di cui sopra, stai sicuro che arriva il parigino di turno a dire <em>“Excusez-moi”</em> e con aria decisa si siede sul sedile che avevi discretamente occupato con la tua mercanzia.<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E questo anche (e soprattutto!) se nel vagone la metà dei posti a sedere sono LIBERI. Il posto accanto al tuo é più bello. Più </span><st1:stockticker><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">CHIC</span></st1:stockticker><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">. Con vista mare. <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
Boh. Io non capisco. Se fossimo su un aereo transoceanico, che ti fa comodo restare sul posto lato corridoio perché ti vuoi alzare ed andare al bagno quando vuoi, o preferisci il lato finestrino... allora capisco che tutti i posti non sono uguali. <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ma nella metro di Parigi ??! Per quanto <a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2010/03/22/la-citta-sotto-la-citta-le-meraviglie-nascoste-del-metro-di-parigi/">storica ed affascinante </a>possa essere... un posto dovrebbe valere l’altro... e invece no! <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ma la cosa che mi fa ancora più in...diciamo innervosire, é il fatto che, probabilmente per usi e costumi diversi dai nostri, i compari francesi non chiedono “Scusi, é libero?” attendendo risposta prima di sedersi. No. Dicono<em> “Excusez-moi”</em> praticamente sedendosi sulla tua borsa da ginnastica. <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Un po’ come, in strade affollate, dicono <em>“Pardon”</em> schiantandotisi addosso. Non prima e cercando di evitarti, ma durante e cercando di abbatterti. <strong>SPQF: Sono Pazzi Questi Francesi ! </strong></span></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong><o:p></o:p></strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Boh. Se qualcuno ha delle teorie valide che potrebbero spiegarmi come mai il posto accanto al mio ed occupato dalla mia umile sacca da palestra sia matematicamente più bello di qualsiasi altro sedile nel vagone, é pregato gentilmente di lasciare un commento a questo post. <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Non per niente, ma sono stufa di farmi viaggi in metropolitana sommersa dalle mie stesse borse (con rischio di annegamento!) e vorrei capire come fare per poter viaggiare comoda, almeno quando cio’ é possibile, ovvero quando mezzo vagone é libero. <br />
<o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p><br />
</o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Altro paio di maniche <a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%e2%80%9cmetropolitani%e2%80%9d/">quando la metro é strapiena e la gente spinge per riuscire ad entrare </a>! In quei casi, maledici il fatto di avere due borse non solo sotto gli occhi ma anche sotto le braccia, e preghi di uscirne viva... ma questa é un’altra storia. <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Irene <o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span> </span><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span> </span><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span></strong><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span></strong> </o:p></span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p>[Foto: RATP]</o:p></span></p>
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		<title>La città sotto la città: le meraviglie nascoste del metrò di Parigi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 13:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Parigi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità metropolitana parigi]]></category>
		<category><![CDATA[metro di Parigi]]></category>
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		<description><![CDATA[[ Ringrazio Camilla per averci inviato questo interessante articolo sulla metropolitana di Parigi, che da oggi in poi vedro' in modo diverso ! Buona lettura, Irene ]   Diversi personaggi popolano la metropolitana di Parigi, si sfiorano e si scontrano ogni giorno lungo i 214 km che scorrono sotto la superficie della città. Innanzitutto i topi, piccoli o grandi, che scorrazzano sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em><a href="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/03/ratp-metro-paris.jpg" title="Metro Paris"><img src="http://www.italianiaparigi.it/wp-content/uploads/2010/03/ratp-metro-paris.jpg" alt="Metro Paris" /></a></em></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><em>[ Ringrazio Camilla per averci inviato questo interessante articolo sulla metropolitana di Parigi, che da oggi in poi vedro' in modo diverso ! Buona lettura, Irene ]</em>  </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Diversi personaggi popolano la metropolitana di Parigi, si sfiorano e si scontrano ogni giorno lungo i 214 km che scorrono sotto la superficie della città.<o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Innanzitutto <strong>i topi</strong>,<span id="more-60"></span> piccoli o grandi, che scorrazzano sui binari e ahimè talvolta anche nei corridoi e dietro alle panchine, alla ricerca di resti di cibo da arraffare. I <em>clochards</em> o <em>SDF</em>, termini <em>politically correct</em> per definire tutte le <strong>persone senza fissa dimora</strong> che si rifugiano nel ventre caldo del sottosuolo parigino per sfuggire al freddo e alla rudezza della strada. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Ci sono poi tutti <strong>i musicanti</strong>, più o meno abili e divertenti, che allietano le attese sui binari o i vagoni stessi con fisarmoniche, chitarre, sassofoni o semplicimente con un microfono su una base musicale preesistente. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong>I militari</strong> che passeggiano, lentamente e severamente, armati fino ai denti per rassicurare le donzelle che tornano a casa tardi la sera e perquisiscono giovani sospetti. <strong>I venditori</strong> di improbabili CD, </span><st1:stockticker><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">DVD</span></st1:stockticker><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">, Tours Eiffels colorate, frutta, verdura, poster, da cui non si ferma mai nessuno.<strong> I controllori</strong> che si nascondono dietro i tornelli di ingresso, pronti a cogliere in fallo i trasgressori, oppure gi energumeni di <strong><em>RATP sécurité</em></strong>, con le loro tute da metalmeccanici e i loro cani (antidroga? antiesplosivi? non si sa).<strong> </strong></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><strong>I turisti</strong>, discreti giapponesi o italiani caciaroni, che ingombrano i vagoni con immense valigie, <a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2010/02/17/i-regolatori-di-flusso-parigini/">bloccano il flusso dei parigini </a>scalpitanti per fermarsi a controllare la cartina nel bel mezzo dei corridoi più stretti, si guardano intorno incerti lungo i binari dell’RER C e A coscienti che la minima disattenzione non li condurrà a Disneyland o a Versailles ma in periferie sperdute e malfamate…<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E infine <strong><a target="_blank" href="http://www.italianiaparigi.it/2009/11/04/la-metropolitana-di-parigi-e-i-%e2%80%9cmetropolitani%e2%80%9d/">i parigini</a></strong>, che utilizzano le 16 linee della metro ormai automaticamente, cuffie dell’Ipod incollate agli orecchi, una faccia al limite tra il disperato e l’incazzato, pronti a sbuffare con il tipico <strong><em>“ohlalalaaa”</em></strong> al minimo ritardo o contrattempo annuciato dagli altoparlanti… <br />
</span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">E’ per loro, per i parigini di ieri di oggi e di domani, che l’immensa rete tentacolare è stata costruita ben 110 anni fa, ma loro non sembrano più farci caso. Quanti di loro ad esempio sanno che Bienvenue non è solo un nome da mettere sullo zerbino o il nome della stazione di Montparnasse, ma soprattutto il cognome dell’ingegnere<strong> “padre” del metrò, Fulgence Bienvenue</strong>? </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Che lungo i tunnel che percorriamo quotidianamente ci sono 5<strong> stazioni “fantasma”</strong>, che non sono più aprte al pubblico e si intravedono dai finestrini solo se si fa molta attenzione? E altre 6 che non hanno mai visto il passaggio di vagoni e viaggiatori perché si trovano in tunnel di raccordo che erano stati costruiti ma non sono mai stati utlizzati?<o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">La storia della costruzione della metropolitana di Parigi è affascinante, densa di episodi curiosi, tragici e aneddoti insoliti. In qualche stazione si possono leggere delle piccole curiosità sul patrimonio artistico e culturale della <a target="_blank" href="http://www.ratp.fr/">RATP, azienda di trasporti parigina</a>. Ad esempio, si può scoprire che un tempo le attuali linee 12 e 13 erano gestite da un’altra società di trasporti, la Nord-Sud, con tariffe e servizi diversi. Per questo motivo moltissime stazioni di queste 2 linee hanno un’architettura più ricercata, con il nome composto da mattonelle blu e bianche e cornici colorate verdi e marroni (verdi per le stazioni con corrispondenze, marroni per le stazioni semplici). </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Oppure che le linee 3bis e 7bis, minuscole appendici e poco utlizzate, nella mente dei costruttori dovevano formare una quindicesima linea, e quindi sono collegate da un tunnel e una stazione, Haxo, che si trova nel 19simo arrondissement e di cui non sono mai state costruite le entrate dalla strada.<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">La cultura popolare francese contiene numerosissimi <strong>riferimenti alla metropolitana di Parigi</strong>. Molti film, ad esempio <strong><em>Paris je t'aime</em></strong> o <em><strong>Il meraviglioso mondo di Amélie</strong></em> presentano scene ambientate in stazioni del metrò. Pochi sanno però che le scene non sono state girate nelle vere fermate, ma in una delle stazioni fantasma, chiamata <em><strong>Porte de Lilas Cinéma</strong></em>, che si trova in un binario dismesso vicino al capolinea della linea 11 e che è decorata e trasformata in tutte le altre stazioni a seconda delle esigenze di copione. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Il leggendario cantautore Serge Gainsbourg ha dedicato la canzone <em><strong>“Le poinçonneur de Lilas”</strong></em> alla figura del punzonatore, che un tempo obliterava i biglietti dei viaggiatori. </span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Sono sicura che se i parigini fossero a conoscenza anche solo di un decimo delle meraviglie che si celano nei tunnel della metropolitana, si guarderebbero attorno con maggiore curosita e forse, chissà potrebbero anche lasciarsi sfuggire un timido sorriso!<o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p> </o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><o:p></o:p></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">Per coloro che si sono incuriosti alla lettura dell’articolo, <a target="_blank" href="http://www.ratp.fr/">la RATP </a>organizza tutto l’anno diversi eventi culturali: visite ai garage e agli ateliers di riparazione dei vagoni e tour guidati delle stazioni più significative. Esistono poi numerosi libri e pubblicazioni riguardanti il patrimonio storico e culturale della rete di trasporti pubblici parigina.<br />
</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
<span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">A presto,<br />
</span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"> </span></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><a target="_blank" href="mailto:redazione.italianiaparigi@gmail.com">Camilla </a></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial" lang="IT">[Foto: RATP, <a href="http://www.ratp.fr/">www.ratp.fr</a>] </span></span></p>
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